Malo, 30/07/2008
Il Consiglio Comunale ha avuto, come sovente accade, un epilogo drammaturgico. L’amministrazione leghista e il gruppo di minoranza Rinnovamento per Malo, per voce dei suoi consiglieri, hanno respinto la mozione presentata da Eva Biotto, capogruppo del PD sulla proposta di legge sottoscritta già da 414 sindaci veneti.
Mentre i primi hanno sbandierato la propria fiducia nelle promesse dell’attuale Governo Berlusconi, rivendicato quasi un “diritto esclusivo” a promuovere il federalismo, i secondi hanno sollevato l’inutilità di una mozione per il federalismo, in virtù del fatto che si deve aspettare che lo stesso governo possa proporre la propria riforma federale, tanto più che il “federalismo DOC” è pertinenza della Lega da 15 anni.
La proprietà delle idee, in parte disciplinata dal diritto d’autore e sulle opere dell’ingegno, non può però essere in questo caso rilevante. Il federalismo non è un parto leghista e in Italia se ne parla dal Risorgimento con proposte e assetti che vanno dalle visioni di Cattaneo alle posizioni di Gioberti. Si deve, inoltre, riconoscere come una fiducia analoga ad un assegno in bianco non è diligente né responsabile.
In primis perché un tentativo di riforma federale è già stata fatta nel precedente governo Berlusconi, mascherando, in verità, una riforma costituzionale in direzione di un presidenzialismo irragionevole che accentrava troppi poteri nelle mani del Presidente del Consiglio. In secondo luogo perchè, a rigor di logica, se è vero che da quindici anni la Legha fa del Fedarismo il proprio cavallo di battaglia e un bacino per far confluire malcontento e voti, è anche vero che non ha mai ottenuto niente.
L’unica riforma in senso federale risale a D’Alema, piena di vizi, per carità, ma almeno condivisa da larga parte del Parlamento.
Alle illazioni avanzate dall’Assessore allo Sport sulla “manipolazione politica” di questa iniziativa che il Partito Democratico avrebbe attuato, il capogruppo Eva Biotto risponde che l’iniziativa è partita da 414 amministratori locali sia di Centro Destra che di Centro Sinistra, vicini ai cittadini, che si misurano quotidianamente con problemi reali, non una moneta di scambio politico che vedrà a Roma l’interazione di Bossi e Berlusconi.
ma.ri.