(La riflessione) CORSO DI “FORMATTAZIONE” POLITICA
Giovedì, Novembre 13th, 2008
Una volta ho incontrato un ladro. Stava fuori dalla porta di casa mia, chiedendomi di entrare. Voleva insegnarmi gratuitamente come difendermi dai ladri. Naturalmente, ringraziandolo, ho detto di no. Naturalmente, mentre si allontanava, ho anche controllato se avessi ancora il portafoglio con me.
Potrebbe essere una storiella divertente, di certo non quanto quella del fogliettino che sta girando in questi giorni per Malo, in cui Forza Italia e An propongono un corso «completamente gratuito» e «privo di qualsiasi implicazione di natura politica» per «fornire nozioni ed informazioni utili a conoscere meglio il ruolo e le competenze degli enti e delle persone che ci governano a livello locale».
L’iniziativa ha presumibilmente un intento tanto ingannevole quanto posticcio e fasullo. In primo luogo perché per capire che, di competenza, le persone che ci governano a livello locale non ne hanno nemmeno un po’, non serve un corso, ma basta un po’ di buon senso. In secondo luogo, perché un partito (PD incluso) è un gruppo di interesse che ha tra le altre finalità la vittoria elettorale e applica qualsiasi strumento (PD escluso) per ottenere quell’obiettivo, ivi compresi corsi di questo genere, che sono finalizzati al reclutamento di nuovi militanti.
A dimostrarlo implicitamente il modo in cui il fogliettino conclude: «Ci auguriamo che il nostro invito sia accolto soprattutto dai giovani, tra i quali ci saranno i futuri amministratori», i quali, per poterlo essere, dovranno scegliere di aderire ad una forza politica o a essere in una lista che non potrà prescindere da esse.
Veniamo ora a due questioni più complesse che mettono radicalmente in discussione la bontà della proposta e del metodo con cui viene proposta.
La prima. Un elemento imprescindibile dal punto di vista epistemologico e gnoseologico per chi affronti lo studio – o lo proponga - di qualsiasi disciplina è innanzitutto aver chiaro il fatto che chi insegna, così come chi apprende, fa parte del processo di apprendimento e lo condiziona. Max Weber per primo e dopo di lui l’antropologo Gregory Bateson, hanno contribuito alla teoria della scienza, ponendo proprio questo punto in rilievo, ovvero il limite implicito di un approccio alla conoscenza che si definisca imparziale. Nessun approccio alla conoscenza è mai imparziale e compito di chi vi si pone è anche quello di riconoscere la distanza tra i propri giudizi e l’obiettività del campo studiato. Per questo non posso esimermi da una certa disapprovazione alla pretesa di Forza Italia e An nel sostenere che il corso sarà «privo di qualsiasi implicazione di natura politica». Semplicemente perché è impossibile che sia così.
La seconda. Cosa intendiamo con la parola «politica»? E cosa è l’attività politica? Comunemente il termine è sinonimo di attività dei partiti, perché la forma di partecipazione alla cura della “cosa pubblica” oggigiorno si organizza soprattutto come attività dei partiti, ma non si dovrebbe dimenticare che la politica, come la definisce David Easton, è «quella parte dell’attività umana attraverso la quale si distribuiscono risorse scarse, mediante provvedimenti dotati di autorità» e che a questa attività contribuisce un ventaglio più ampio di forze che competono nell’arena istituzionale e politica, come i movimenti, le iniziative civili, il lobbying e altro ancora.
In ultima analisi, se davvero siete interessati a conoscere come funzionano le istituzioni e cosa sia la Politica, sarebbe più saggio scegliere di sfogliare seriamente un manuale di diritto pubblico. Mi sento di proporvi quello di Giandomenico Falcon, «Lineamenti di Diritto Pubblico», Edizione Cedam e di approfondire con un altro manuale di Scienza della Politica, quello scritto da Pasquino è interessante. Sono questi un punto di partenza, non sono esaustivi, ma declinano insieme un linguaggio a tutti comprensibile e una panoramica che è un ottimo avvio. Naturalmente non occorre che io dica che il manuale e il manualetto non sono proposte di partito, anche se provengono da me, ma una proposta che nasce dall’esperienza universitaria. Liberi di scegliere altri manuali e altri docenti.
ma.ri.
L’Amministrazione Antoniazzi aiuta le coppie di fatto. Nel modificare il regolamento per la concessione di un piccolo contributo a quanti vogliono accendere un mutuo per acquistare una nuova casa, o ristrutturarne una vecchia, pochi mesi orsono sono state inserite le coppie more uxorio, comunemente detti conviventi, tra quanti possono avere accesso alla graduatoria. 

