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SCUOLA: «EMERGENZA EDUCATIVA»

Venerdì, Settembre 19th, 2008

Il Consigliere Regionale Andrea CausinMartedì 16 settembre, nella sede regionale di P.zza De Gasperi a Padova, il Partito Democratico ha convocato una conferenza stampa sul tema “Scuola”. Ad aprire la riflessione Roberto Fasoli, responsabile del Forum Istruzione del Pd veneto, che inizia con lo spiegare come l’offerta formativa, se passerà la linea della Gelmini, si potrà dire tale solo per i ricchi. I tagli del governo si tradurranno in un maggior aggravio economico per le famiglie, imporranno un ritorno al vecchio “doposcuola” che sarà a carico dei Comuni, già messi in difficoltà da questo governo con l’abolizione dell’ICI non coperta dai trasferimenti dallo Stato. E gli enti locali dovranno far pagare i servizi ai cittadini. «La scuola che funziona meglio in Italia è proprio quella dell’infanzia – continua Fasoli - è un modello d’integrazione, luogo primario di socializzazione e inserimento, che accompagna la crescita e lo sviluppo dei ragazzi compresi quelli diversamente abili e quelli provenienti da culture diverse. Le proposte della Gelmini sono un salto indietro di cinquant’anni». 

Andrea Causin, Consigliere Regionale del Pd veneto e membro della Commissione Istruzione, snocciola alcuni dati che fanno riflettere: nell’anno scolastico 2009/2010 verranno tagliati in Veneto 320 maestri, numero che salirà a 1.200 nel quinquennio 2009/2014. «È un dato allarmante non solo per il personale implicato – spiega Causin - ma anche in quanto è un indicatore di come le proposte della Gelmini minino alle fondamenta la qualità e il livello organizzativo della scuola veneta».

La critica avanzata dal Pd va ben oltre e si allarga ad analizzare l’incapacità del governo nel cogliere il mutamento sociale. «Questa maggioranza sembra ignorare l’incremento strutturale della presenza straniera. Il Veneto è peculiare in questo. Il dato statistico è che su 568.000 studenti in regione 61.592 sono stranieri che equivale al 10,8%. L’incremento dall’anno scorso a quest’anno è del 13,8%. È quindi inconcepibile che la maggioranza non si ponga il problema di gestire questo fenomeno». 

Anche se è giunto alla ribalta nazionale solo in questi giorni, in seguito alle proposte della Gelmini, il Partito Democratico sollecita da tempo l’Ufficio Scolastico Regionale a richiamare l’attenzione della giunta Galan sui tagli che questa, in 10 anni , ha continuato ad imporre al sistema scolastico. «Nel bilancio regionale, che ammonta a 14,5 miliardi di Euro, solo 1,5 milioni sono destinati a due capitoli di spesa essenziali per il diritto d’accesso all’istruzione delle famiglie venete, che sono il trasporto scolastico e il buono libri; inoltre queste risorse sono disponibili solo per quelle famiglie che rientrano in una soglia di reddito molto bassa, e che sono solo il 30%». Nella fascia Pedemontana gli alunni stranieri nelle classi toccano in alcuni casi il 40%, per questo, secondo Causin, l’amministrazione regionale deve mettere in campo strumenti per abbattere le barriere. 

«Vi sono due modi per affrontare la diversità – spiega Causin - averne paura o cercare di conoscerla e quest’ultimo modo è senz’altro una risorsa mentre non può esserlo la paura». Questo il motivo per cui il Partito Democratico presenterà in Regione un disegno di legge sulla mediazione linguistica e culturale. «Lotteremo per aumentare le risorse da destinare al trasporto scolastico – conclude il consigliere regionale – ai buoni libri, all’edilizia scolastica». 

Annamaria Miraglia, Assessore alle Politiche Educative del Comune di Venezia, parla di “emergenza educativa”. «Siamo disperati perché pensavamo che il ministro della Pubblica Istruzione fosse una giovane donna, invece a farlo è Tremonti». Ironizza, poi si sofferma a illustrare come, a Venezia, il sistema degli asili nido e il sistema delle scuole dell’infanzia si basi su un insegnamento articolato, in cui entrano la musica, l’arte, la storia, la lingua straniera. Vi sono progetti di collaborazione come quello con il Museo delle Scienze e della Tecnica di Milano. Per tutte le scuole dell’infanzia esistono progetti scientifici collegati all’Università. «Per questo – conclude l’Assessore Miraglia - quando il bambino entra nella scuola media primaria non è in difficoltà sentimentale. La nostra è un modello tra i migliori nell’ambito europeo». 

Cosa propone il Partito Democratico? «Di certo non il mantenimento dell’ordine precostituito – conclude Fasoli - Vogliamo una vera riqualificazione e razionalizzazione della spesa. Vogliamo che si dia una nuova dignità al corpo docente, che sia introdotta una diversificazione delle carriere, che sia restituita ai docenti l’autorevolezza non attraverso le note e il voto in condotta, ma con un congruo riconoscimento economico. Ricordiamoci che i nostri insegnanti sono tra i meno pagati d’Europa. Inoltre vogliamo che si costruisca un rapporto con le famiglie. Un tempo nella famiglia l’insegnate trovava una sponda. Ora questo rapporto è conflittuale».

(Nella foto il consigliere Regionale Andrea Causin)

ma.ri.