Riflessioni di un impotente e solitario consigliere comunale di minoranza
In questi giorni, in attesa del consiglio comunale di mercoledì 11 gennaio, dove andremo ancora a discutere il Piano degli Interventi che la maggioranza non è riuscita ad approvare il 28 dicembre scorso, mi gira in testa quel senso di impotenza di fronte a quello che ritengo uno scempio e una iniquità che si sta svolgendo sotto gli occhi di tutta Marano ma che non sembra interessi a nessuno.
Siamo difronte all’utilizzo del 70% del terreno disponibile per nuove edificazioni previsto per i prossimi 10 anni.
Per chi amministrerà Marano nei prossimi 10 anni cosa rimane per governare lo sviluppo territoriale del Paese? Sole le briciole e le belle e buone intenzioni. Ma la sostanza è che dopo l’approvazione del PAT , il governo dell’utilizzo del territorio è risultato “senza regole”: i primi che sono arrivati, pagando la perequazione, si accaparrano la possibilità edificatoria.
La lecita risposta alle esigenze dei singoli proprietari di terreno che chiedono di poter rendere edificabile il loro terreno come è stata gestita?
Sono stati inseriti nel PAT 250.000 mq di terreno di possibile espansione; il PAT prevede una espansione nei prossimi 10 anni di 100.000mq; con il primo PI l’attuale amministrazione rende edificabile 69.000mq.
Ma gli altri cittadini che rappresentano i restanti 181.000mq di terreno potenzialmente fabbricabile si dovranno spartire i restanti 31.000mq di terreno disponibile in 10 anni: con quale criterio?
Con quello attuale in cui i primi che arrivano con la disponibilità economica, ottengono l’edificabilità?
E’ così che si governa un territorio? Per chi amministrerà basterà apportare la solita scusa “ ha fatto la passata amministrazione e noi non possiamo fare niente” salvandosi la faccia?
Ma intanto il territorio è devastato, il PAT è devastato, il controllo del territorio è devastato, la fiducia nell’equità della politica è devastata.
Come si fa a recuperare questo?
Perchè Marano non si indigna ora?
Perchè non si è affrontato il criterio con cui si utilizza il territorio disponibile?
Il senso di impotenza, di solitudine, di inutilità mi gira nella testa.
Cosa andrò a fare nel prossimo Consiglio Comunale: testimonianza, dichiarazioni di principio, tirarla lunga con gli interventi per irritare la maggioranza? Cosa serve, tanto basta che voti contrario e sono a posto… Ma intanto Marano peggiora, Marano arretra, Marano non rispetta il territorio, Marano brucia quanto le generazioni passate ci hanno lasciato.
Auspico che le future amministrazioni siano fatte da persone a cui sta a cuore “il bene comune” sia materiale che umano; che l’interesse di parte o singolo non sia motivo di prevaricazione rispetto al bene collettivo; che in ogni momento ci sia sempre la gratuità del servizio amministrativo; che gli amministratori non siano lasciti soli con il peso delle decisioni, ma che siano capaci di decidere insieme con i maranesi.
Antonio Centomo
Tags: PAT