Approvato il primo P.I.: la posizione contraria della minoranza
La nostra contrarietà è già stata ribadita in occasione del nostro abbandono dell’aula nella seduta del 28 dicembre scorso.
Da allora nulla è cambiato, anche se vi avevamo invitati a ripensarci, a scorporare quelle parti del PI improrogabili evitando di utilizzare il territorio prima di avere definito dei criteri condivisi.
Ciò non è avvenuto e pertanto il nostro giudizio rimane nettamente contrario.
Sono stati inseriti nel PAT 250.000 mq di terreno di possibile espansione; il PAT prevede una espansione nei prossimi 10 anni di 100.000mq; con il primo PI l’attuale amministrazione rende edificabile 69.000mq.
I cittadini che rappresentano i restanti 181.000mq di terreno potenzialmente fabbricabile si dovranno spartire i restanti 31.000mq di terreno disponibile in 10 anni: con quale criterio?
Con quello attuale in cui i primi che arrivano con la disponibilità economica, ottengono l’edificabilità?
Questa amministrazione ha dimostrato che dopo l’approvazione del PAT , il governo dell’utilizzo del territorio è risultato “senza regole”: i primi che sono arrivati, pagando la perequazione, si sono accaparrati la possibilità edificatoria.
E’ così che si governa un territorio? Senza regole, se non quella del più “forte”?
Se non si trovano dei criteri minimi per usufruire delle potenzialità edificatorie, come si può garantire l’equità a tutti i cittadini?
Agendo in questo modo si fa perdere ai cittadini la fiducia nella correttezza della politica.
Abbiamo sempre detto che la fretta è cattiva consigliera: in questo caso per la vicinanza della scadenza elettorale, si è corso mettendo tutto insieme, per chi sa quali esigenze, senza considerare che stiamo “consumando” senza criterio, quanto le generazioni passate ci hanno lasciato.
Proviamo a fare un giro solo nel centro del Paese e proviamo a guardare il degrado esistente: in via Capitello di Sotto c’è la zona “ex Panificio Luccarda” che sta crollando, in via IV Novembre guardiamo all’interno della ex Filanda Tonin, zona enorme in quasi degrado al punto tale che lungo la via ci sono dei cartelli che avvisano della possibile caduta di calcinacci; sempre in via IV Novembre fanno bella mostra almeno 5-6 case da sistemare; in via San Lorenzo, al “cul del saco”, dove non si contano le case disabitate, e da ristrutturare, oppure vero la scuola di San Lorenzo si passa davanti alla zona “Dalla Riva ” con il capannone col tetto crollato e le vecchie abitazioni disabitate. E questo solo in una zona limitata del nostro Paese.
Sicuramente con questo PI si poteva fare di più per incentivare e invogliare i privati a sistemare l’esistente: sicuramente puntando lo sviluppo sull’utilizzo delle aree verdi continueremo ad essere circondati da ruderi disabitati.
Concludiamo questa dichiarazione di voto come abbiamo già conclusa la dichiarazione del 28 dicembre:
Vi chiediamo, visto anche le prossime scadenze elettorali, di ripensarci: non compromettiamo l’azione delle amministrazioni per i prossimi 10 anni. Fermatevi subito. Fermatevi stasera. Riattiviamo seriamente la Commissione Urbanistica, nella presente amministrazione e nella prossima, e discutiamo le opzioni positive presenti nel PI per trovare assieme una strategia per il “bene comune” che non sia di destra, centro o sinistra, ma sia una strategia della Comunità Maranese. Vi chiediamo di ritirare il punto all’ordine del giorno, altrimenti il nostro voto non potrà che essere contrario.
Marano Vicentino 11/01/2012
Gruppo Consigliare di Alternativa Democratica
Antonio Centomo
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