Archive for the ‘politica locale’ Category

Don Gallo: “Di sana e robusta Costituzione”

Sabato, Gennaio 21st, 2012

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Approvato il primo P.I.: la posizione contraria della minoranza

Venerdì, Gennaio 13th, 2012

La nostra contrarietà è già stata ribadita in occasione del nostro abbandono dell’aula nella seduta del 28 dicembre scorso.

Da allora nulla è cambiato, anche se vi avevamo invitati a ripensarci, a scorporare quelle parti del PI improrogabili evitando di utilizzare il territorio prima di avere definito dei criteri condivisi.

Ciò non è avvenuto e pertanto il nostro giudizio rimane nettamente contrario.

Sono stati inseriti nel PAT 250.000 mq di terreno di possibile espansione; il PAT prevede una espansione nei prossimi 10 anni di 100.000mq; con il primo PI l’attuale amministrazione rende edificabile 69.000mq.

I cittadini che rappresentano i restanti 181.000mq di terreno potenzialmente fabbricabile si dovranno spartire i restanti 31.000mq di terreno disponibile in 10 anni: con quale criterio?

Con quello attuale in cui i primi che arrivano con la disponibilità economica, ottengono l’edificabilità?

Questa amministrazione ha dimostrato che dopo l’approvazione del PAT , il governo dell’utilizzo del territorio è risultato “senza regole”: i primi che sono arrivati, pagando la perequazione, si sono accaparrati la possibilità edificatoria.

E’ così che si governa un territorio? Senza regole, se non quella del più “forte”?

Se non si trovano dei criteri minimi per usufruire delle potenzialità edificatorie, come si può garantire l’equità a tutti i cittadini?

Agendo in questo modo si fa perdere ai cittadini la fiducia nella correttezza della politica.

Abbiamo sempre detto che la fretta è cattiva consigliera: in questo caso per la vicinanza della scadenza elettorale, si è corso mettendo tutto insieme, per chi sa quali esigenze, senza considerare che stiamo “consumando” senza criterio, quanto le generazioni passate ci hanno lasciato.

Proviamo a fare un giro solo nel centro del Paese e proviamo a guardare il degrado esistente: in via Capitello di Sotto c’è la zona “ex Panificio Luccarda” che sta crollando, in via IV Novembre guardiamo all’interno della ex Filanda Tonin, zona enorme in quasi degrado al punto tale che lungo la via ci sono dei cartelli che avvisano della possibile caduta di calcinacci; sempre in via IV Novembre fanno bella mostra almeno 5-6 case da sistemare; in via San Lorenzo, al “cul del saco”, dove non si contano le case disabitate, e da ristrutturare, oppure vero la scuola di San Lorenzo si passa davanti alla zona “Dalla Riva ” con il capannone col tetto crollato e le vecchie abitazioni disabitate. E questo solo in una zona limitata del nostro Paese.
Sicuramente con questo PI si poteva fare di più per incentivare e invogliare i privati a sistemare l’esistente: sicuramente puntando lo sviluppo sull’utilizzo delle aree verdi continueremo ad essere circondati da ruderi disabitati.

Concludiamo questa dichiarazione di voto come abbiamo già conclusa la dichiarazione del 28 dicembre:

Vi chiediamo, visto anche le prossime scadenze elettorali, di ripensarci: non compromettiamo l’azione delle amministrazioni per i prossimi 10 anni. Fermatevi subito. Fermatevi stasera. Riattiviamo seriamente la Commissione Urbanistica, nella presente amministrazione e nella prossima, e discutiamo le opzioni positive presenti nel PI per trovare assieme una strategia per il “bene comune” che non sia di destra, centro o sinistra, ma sia una strategia della Comunità Maranese. Vi chiediamo di ritirare il punto all’ordine del giorno, altrimenti il nostro voto non potrà che essere contrario.

Marano Vicentino 11/01/2012

Gruppo Consigliare di Alternativa Democratica

Antonio Centomo

Riflessioni di un impotente e solitario consigliere comunale di minoranza

Sabato, Gennaio 7th, 2012

In questi giorni, in attesa del consiglio comunale di mercoledì 11 gennaio, dove andremo ancora a discutere il Piano degli Interventi che la maggioranza non è riuscita ad approvare il 28 dicembre scorso, mi gira in testa quel senso di impotenza di fronte a quello che ritengo uno scempio e una iniquità che si sta svolgendo sotto gli occhi di tutta Marano ma che non sembra interessi a nessuno.

Siamo difronte all’utilizzo del 70% del terreno disponibile per nuove edificazioni previsto per i prossimi 10 anni.

Per chi amministrerà Marano nei prossimi 10 anni cosa rimane per governare lo sviluppo territoriale del Paese? Sole le briciole e le belle e buone intenzioni. Ma la sostanza è che dopo l’approvazione del PAT , il governo dell’utilizzo del territorio è risultato “senza regole”: i primi che sono arrivati, pagando la perequazione, si accaparrano la possibilità edificatoria.

La lecita risposta alle esigenze dei singoli proprietari di terreno che chiedono di poter rendere edificabile il loro terreno come è stata gestita?

Sono stati inseriti nel PAT 250.000 mq di terreno di possibile espansione; il PAT prevede una espansione nei prossimi 10 anni di 100.000mq; con il primo PI l’attuale amministrazione rende edificabile 69.000mq.

Ma gli altri cittadini che rappresentano i restanti 181.000mq di terreno potenzialmente fabbricabile si dovranno spartire i restanti 31.000mq di terreno disponibile in 10 anni: con quale criterio?

Con quello attuale in cui i primi che arrivano con la disponibilità economica, ottengono l’edificabilità?

E’ così che si governa un territorio? Per chi amministrerà basterà apportare la solita scusa “ ha fatto la passata amministrazione e noi non possiamo fare niente” salvandosi la faccia?

Ma intanto il territorio è devastato, il PAT è devastato, il controllo del territorio è devastato, la fiducia nell’equità della politica è devastata.

Come si fa a recuperare questo?

Perchè Marano non si indigna ora?

Perchè non si è affrontato il criterio con cui si utilizza il territorio disponibile?

Il senso di impotenza, di solitudine, di inutilità mi gira nella testa.

Cosa andrò a fare nel prossimo Consiglio Comunale: testimonianza, dichiarazioni di principio, tirarla lunga con gli interventi per irritare la maggioranza? Cosa serve, tanto basta che voti contrario e sono a posto… Ma intanto Marano peggiora, Marano arretra, Marano non rispetta il territorio, Marano brucia quanto le generazioni passate ci hanno lasciato.

Auspico che le future amministrazioni siano fatte da persone a cui sta a cuore “il bene comune” sia materiale che umano; che l’interesse di parte o singolo non sia motivo di prevaricazione rispetto al bene collettivo; che in ogni momento ci sia sempre la gratuità del servizio amministrativo; che gli amministratori non siano lasciti soli con il peso delle decisioni, ma che siano capaci di decidere insieme con i maranesi.
Antonio Centomo

Interpellanza in Consiglio Comunale: Allarme RADON

Giovedì, Gennaio 5th, 2012

OGGETTO INTERPELLANZA: ALLARME RADON

APPRENDIAMO DALLA STAMPA LOCALE CHE LA SCUOLA DELL’INFANZIA SANTA LUCIA E L’ASILO NIDO COMUNALE PRESENTEREBBERO LIVELLI DI RADON TRE VOLTE SUPERIORI AL LIMITE DI LEGGE, FISSATO IN 500 BECQUEREL PER METRO CUBO. APPRENDIAMO INOLTRE CHE LA CONCENTRAZIONE DEL RADON DIPENDE PRINCIPALMENTE DA FATTORI GEOLOGICI, MA ANCHE DALLE TECNICHE E DAI MATERIALI DI COSTRUZIONE.

IL RADON E’ UN GAS RADIOATTIVO CHE FUORIESCE NATURALMENTE DAL TERRENO E DIVENTA PERICOLOSO SE INALATO.

SIAMO A CONOSCENZA CHE, VISTA LA NOCIVITA’ DEL RADON, L’ARPAV STA EFFETTUANDO UN’INDAGINE CHE RIGUARDA GLI EDIFICI SCOLASTICI E CHE SI CONCLUDERA’ NEL MESE DI APRILE .

DI RECENTE I RILIEVI (COME DIVULGATO DALL’ARTICOLO SOPRACITATO) HANNO MESSO IN RISALTO UN AUMENTO NOTEVOLE DEGLI STANDAR DI SICUREZZA: COME SIETE INTERVENUTI?

IL VOSTRO INTERVENTO E’ STATO CONCORDATO CON I TECNICI DELL’ARPAV?

SIAMO A CONOSCENZA CHE LA PRIMA AZIONE DA INTRAPRENDERE E’ QUELLA DI ARIEGGIARE I LOCALI: VORREMO ESSERE MESSI A CONOSCENZA DEI RISULTATI OTTENUTI DALLE RILEVAZIONI FATTE DOPO AVER ARIEGGIATO I LOCALI.

SIAMO A CONOSCENZA CHE ANCHE L’ISTITUTO COMPRENSIVO E’ PREOCCUPATO PER LE CONSEGUENZE DEL FENOMENO RADON E CHE VI HA INTERPELLATO GIA’ DA ALCUNI MESI: QUALI RISPOSTE AVETE LORO FORNITO CIRCA LA SICUREZZA DEGLI UTENTI?

IL PROBLEMA RADON ESISTE IN NATURA E QUINDI IN TUTTE LE NOSTRE CASE :

QUALI SONO I RISCHI REALI CUI VANNO INCONTRO TUTTI I CITTADINI?

CHIEDIAMO CHE VENGA AMPIAMENTE E APPROFONDITAMENTE, INFORMATA LA CITTADINANZA CIRCA I REALI PERICOLI DEL PROBLEMA RADON E QUALI AZIONI POSSONO INTRAPRENDERE I SINGOLI CITTADINI PER LIMITARNE LE CONSEGUENZE.

PER IL GRUPPO CONSIGLIARE DI ALTERNATIVA DEMOCRATICA

I CONSIGLIERI

CERVELLIN STEFANIA – CENTOMO ANTONIO

Foglio informativo PD Marano

Sabato, Dicembre 31st, 2011

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Per leggere il notiziario in formato pdf:  Foglio informativo PD Marano dicembre 2011.pdf

La maggioranza che amministra Marano non ha i numeri per approvare il primo Piano d’Interventi

Giovedì, Dicembre 29th, 2011

Nella seduta del Consiglio Comunale del 28 dicembre, dove all’ordine del giorno c’era l’approvazione del primo Piano d’Interventi dopo l’approvazione del PAT, la maggioranza non ha i numeri per approvarlo per l’assenza di 3 consiglieri e il coinvolgimento personale di altri due nel piano. I consiglieri di minoranza, contrari a questo tipo di gestione del P.I. sono usciti dall’aula, e il Consiglio Comunale non ha avuto il numero legale per essere svolto.

La maggioranza ha “accusato” la minoranza di aver impedito l’approvazione del P.I.: ma è l’assenza dei consiglieri di maggioranza che ha impedito di fatto l’approvazione. Si voleva forse avere la “stampella” della minoranza per approvare un P.I.  devastante?

Un dato: SAU (superficie agricola trasformabile) disponibile nei 10 anni di validità del PAT, è 100.000mq; SAU utilizzate in questo primo P.I.: 69.000mq (69%); SAU disponibile per i prossimi 10 anni: 31.000mq (31%): e noi dobbiamo puntellare la maggioranza per approvare questo scempio?

Un altro dato: fino alla settimana prima di Natale il valore di SAU utilizzata dal P.I. era di circa 40.000mq (40%); una settimana dopo è diventata 69.000mq(69%): perchè?

Di seguito le motivazioni che abbiamo consegnato per motivare la contrarietà a questo P.I. e che hanno portato al nostro abbandono dell’aula.

Dopo il PAT il PI rappresenta il vero strumento gestito in modo “autonomo” dall’Amministrazione comunale. Dovrebbe essere la concretizzazione dei tanto voluti macro-obiettivi del PAT (recupero e riqualificazione dell’esistente, salvaguardia del patrimonio agricolo, ecc.). Ci troviamo, invece, di fronte ad un documento che si prefigge due nuovi obiettivi estranei al PAT:

  • rimpinguare le casse comunali;
  • soddisfare le esigenze edificatorie di pochi.

Con altre parole si tratta di un PI pre-elettorale: Si utilizza il territorio per racimolare consenso !

Questo PI è la conseguenza degli errori commessi in sede di riadozione del PAT, delle scelte non fatte che hanno aperto alle illusioni di alcuni cittadini che, legittimamente, colgono le occasioni quando si presentano.

Questo primo PI “consuma” già di circa il 70% della SAU disponibile, soprattutto per mere opere residenziali private. Nei prossimi anni le future amministrazioni si troveranno a gestire i residui 30.000 mq, impedendo di fatto qualsiasi tipo di macro-intervento di utilità pubblica (per esempio Rossifloor).

Lo strumento della Perequazione è utilizzato con l’unico scopo di “battere cassa” quando ben altre sono le possibilità di utilizzo (aree verdi, a servizio, valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, recupero edilizio, recupero di aree degradate, realizzazione di opere di pubblica utilità quali percorsi ciclo-pedonali, ecc.).

Manca a questa Amministrazione una visione strategica, mancano gli obbiettivi, mancano le idee. E allora la soluzione trovata è la seguente: accontentiamo chi ha il soldi e arriva prima. Non ci sembrano gli obbiettivi di una buona amministrazione.

Il PI deve essere intenso anche come un’occasione per andare oltre la semplice applicazione tecnica di una norma. Le trasformazioni urbanistiche, gli interventi territoriali, in generale sono un’occasione per rivisitare/rivedere gli elementi che attualmente comportano un degrado visivo e uno scadimento di immagine per la collettività di Marano.

Si pensi all’area Ciao Ciao ed alla Villa Fioretti: sono interventi che non meritano la sola applicazione della norma urbanistica, ma che devono convogliare la volontà di un’amministrazione di valorizzare l’esistente, ne vale l’immagine del paese. A cosa serve fondare la Confraternita del Mais Marano se poi non valorizziamo Villa Fioretti?

La maggior parte degli interventi di cambio d’uso e di edilizia residenziale privata, oggetto del presente PI, ricadono prevalentemente all’interno delle zone ad edificazione diffusa, le ex zone agricole E. Il famoso “polmone verde” a Sud di Cà Nogara Grande, tanto citato in questi anni, viene sempre più assediato dai nuovi insediamenti previsti. Sono proprio queste le zone più sensibili alla trasformazione territoriale, in quanto ricadenti in contesti rurali (si pensi alle sole richieste per l’ambito di Via Trieste e Via Molette), sia alla distanza rispetto ai servizi di pubblica utilità (Municipio, scuole, ambulatori, ecc.). La proposta di urbanizzazione di tali zone determinerà non solo lo scadimento ambientale del territorio, ma anche la necessità di aumentare le rete di servizi verso tali zone (trasporti scolastici, assistenza domiciliare, potenziamento della viabilità esistente, ecc.), incidendo significativamente sulle casse comunali. Sarà inoltre difficile per i residenti in queste zone raggiungere il centro del paese, con il risultato di aumentare il flusso del traffico e aumentare il rischio per le utenze deboli (per esempio Via Stazione sulle nuove zone in Via Molette).

Fra gli obbiettivi del PAT leggiamo al primo punto:

la limitazione del consumo di territorio agricolo di pregio contenendo l’espansione residenziale e

produttiva, privilegiando la rifunzionalizzazione degli ambiti interni al perimetro urbano”

Chiediamoci perché le numerose possibilità già oggi presenti nel perimetro urbano non vengono attivate (Villa Manea, Ex Panificio Luccarda, ex filanda Tonin, ecc.). Probabilmente perché è meno costoso costruire nelle aree verdi che ristrutturare l’esistente.

Ma se continuiamo a rendere possibile la trasformazione di aree verdi non assisteremo mai alla sistemazione di queste zone che in alcuni casi possono ben essere definite “degradate”.

Vale la pena ricordare che il punto c) degli obbiettivi del PAT è: “la riqualificazione delle aree degradate”.

Vi chiediamo allora, visto anche le prossime scadenze elettorali, di ripensarci: non compromettiamo l’azione delle amministrazioni per i prossimi 10 anni. Fermatevi subito. Fermatevi stasera. Riattiviamo seriamente la Commissione Urbanistica, nella presente amministrazione e nella prossima, e discutiamo le opzioni positive presenti nel PI per trovare assieme una strategia per il “bene comune” che non sia di destra, centro o sinistra, ma sia una strategia della Comunità Maranese. Vi chiediamo di ritirare il punto all’ordine del giorno, altrimenti il nostro voto non potrà che essere contrario.

Marano Vicentino 28/12/2011

Gruppo Consigliare di Alternativa Democratica

Antonio Centomo

Piera Moro: il nostro candidato sindaco

Mercoledì, Dicembre 14th, 2011

 

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La prima volta di una donna candidata sindaco

MARANO. Guiderà una lista tra Pd e una Civica

La prima volta di una donna candidata sindaco
È espressione del centrosinistra ed è la direttrice del Villaggio Sos

mercoledì 14 dicembre 2011

Il candidato sindaco della lista civica “Marano bene comune” è, per la prima volta nella vita amministrativa del paese, una donna. Sarà infatti Piera Moro la capolista del gruppo politico di centro sinistra che si è presentato ufficialmente nei giorni scorsi. Maranese da sempre, 58 anni, sposata con due figli ed attualmente direttrice del “Villaggio Sos” di Vicenza, Piera Moro ha deciso di mettersi in gioco per rappresentare una lista che nasce dalla volontà del Partito Democratico ed il gruppo politico “Un´altra Marano”.
«Questo progetto, culturale amministrativo, è nato qualche anno fa – spiega il portavoce Paolo Tracanzan – e lo abbiamo chiamato “Cantiere Marano 2012″ proprio perché abbiamo cercato di unire quanti fossero interessati ad un bene comune per il paese, con l´intento di recuperare piano piano una immagine di Marano che negli anni si è intristita».
Il primo atto formale di “Marano bene comune”, oltre alla presentazione in anticipo rispetto agli altri contendenti del candidato sindaco, è stato la distribuzione di un questionario per tastare il polso dei maranesi.
«E da qui partiremo – precisa Piera Moro – dalle esigenze della gente. L´obiettivo è infatti quello di coinvolgere più persone possibili perché, per me, se si lavora insieme tutto è possibile.
Questo il mio slogan; la nostra idea è quella di ripartire da dove ci siamo persi per costruire un futuro per e assieme alle nuove generazioni».
Un programma elettorale ancora non c´è, ma si tratta di una scelta ben precisa. M.D.V

da “Il Giornale di Vicenza”

Interpellanza in Consiglio Comunale: Stazione Ferroviaria

Domenica, Dicembre 4th, 2011

oggetto: Interpellanza – Stazione ferroviaria: eterno problema irrisolto

Le Amministrazioni passano, i problemi restano.

Periodicamente, da decenni, in Consiglio Comunale viene presentata una interpellanza dalla minoranza di turno, sullo stato di degrado della stazione FS nell’Alto Marano.

La classica risposta dell’Amministrazione, al di là di qualche polemica sugli “sprechi dell’Amministrazione precedente”, è che la manutenzione della stazione, con tutta l’area adiacente, compresa la strada di accesso, è di competenza della Ferrovie dello Stato e che l’Amministrazione ha fatto “pressione” per risolvere il problema.

Con questa “interpellanza” siamo per ricordare a tutti lo stato di degrado della nostra stazione: strada sconnessa, mancanza di adeguati parcheggi auto, mancanza di un luogo idoneo per le biciclette, mancanza di un percorso ciclabile sicuro.

Non dimentichiamo che ci sono parecchi concittadini, specialmente studenti, che giornalmente utilizzano il treno.

Inoltre, pensiamo che per il futuro, dobbiamo incentivare in tutti i modi, lo spostamento collettivo su rotaia, rispetto allo spostamento singolo in auto.

Ci chiediamo se arriverà il giorno in cui la “politica maranese” riuscirà a dare una risposta definitiva a questo degrado?

Chiediamo pertanto:

- All’ Amministrazione: “Quali iniziative ha intrapreso per risolvere questo annoso problema”?

- A tutto il Consiglio Comunale: “Quali strategie si possono attuare per fornire ai nostri concittadini un servizio FS più dignitoso”?

Per il gruppo consigliare di Alternativa Democratica

Antonio Centomo

Interpellanza in Consiglio Comunale: Il Rio delle Pietre che attraversa il centro di Marano, rappresenta un pericolo?

Domenica, Dicembre 4th, 2011

oggetto: Interpellanza – Il Rio delle Pietre che attraversa il centro di Marano, rappresenta un pericolo?

Le alluvioni di questi ultimi anni che hanno devastato vari territori dell’Italia e che hanno interessato anche aree a noi vicine, ci pongono una domanda: “A seguito di un fenomeno meteorologico eccezionale, il paese di Marano presenta dei punti critici”?.

Leggiamo nell’allegato B, alle pagine 5/6, della deliberazione della Giunta Regionale n.730 del 7 giugno 2011, (Approvazione del Piano di Assetto del Territorio del Comune di Marano Vicentino, redatto ai sensi dell’Art. 14 della L.R. 23.04.2004, n. 11.) , quanto segue:

Sofferenza idraulica.

A seguito di diversi incontri fra Genio Civile di Vicenza , Consorzio di Bonifica Medio Astico Bachiglione, Associazioni di categoria degli Agricoltori e Comune di Marano Vicentino è emerso il problema della “sofferenza idraulica” del Rio delle Pietre nel tratto di attraversamento urbano dello stesso, nei suoi momenti di piena.
Tale corso d’acqua infatti, a carattere fortemente torrentizio, presenta generalmente sezione molto ridotta.
Ciò comporta che nei periodi critici di pioggia intensa non è in grado di smaltire velocemente l’onda di piena.
Si pone quindi la necessità di deviare parte delle acque del Rio delle Pietre a monte del centro abitato, a mezzo di canale scolmatore con funzione di laminazione, nel torrente Timonchio.
Rio delle Pietre, così come Roggia dei Molini, nel tratto in cui attraversano l’abitato di Marano sono in parte combinati.

Chiediamo

- se l’Amministrazione si è attivata per risolvere questa criticità

- a chi compete la costruzione del canale scolmatore

- sono stati eseguiti dei controlli circa lo stato del tratto coperto del Rio delle Pietre, per togliere eventuali ostruzioni?

- a chi compete la pulizia del tratto coperto del Rio delle Pietre che attraversa il centro del Paese.

Per il gruppo consigliare di Alternativa Democratica

 Antonio Centomo

Interpellanza in Consiglio Comunale: Rinnovo contratto con GRETA per la raccolta dei rifiuti

Venerdì, Dicembre 2nd, 2011

oggetto: Interpellanza - Rinnovo contratto con “Greta Alto Vicentino” la società di raccolta rifiuti urbani

La società incaricata della raccolta dei rifiuti urbani dal nostro Comune è “Greta Alto Vicentino”, che è direttamente controllata da “Ava s.r.l “ (Alto Vicentino Ambiente) che gestisce l’incenerimento.

Ci risulta che l’attuale contratto con “Greta Alto Vicentino” è in scadenza alla fine dell’anno.
Ci risulta, da informazioni presso gli uffici comunali, che l’attuale contratto con “Greta Alto Vicentino” viene rinnovato di anno in anno, continuando di fatto, le modalità con cui si gestiva il precedente appalto con la ditta Fiorese.
Ci risulta, inoltre, che altre amministrazioni stanno rinnovando i contratti con “Greta Alto Vicentino”, con contratti della durata di 10 anni e che ci sia una indicazione di AVA affinché tutte le Amministrazioni seguano questa strada.

Ritenendo che ci sia un “conflitto” tra “AVA” e “Greta Alto Vicentino” in quanto la controllata “Greta Alto Vicentino” dovrebbe avere il compito di affiancare le Amministrazioni verso una raccolta differenziata che per legge dal prossimo anno dovrebbe essere del 65%, mentre la società controllore “AVA” ha come obiettivo alimentare le linee dell’inceneritore come risulta dagli ultimi investimenti fatti.
Ritenendo che il problema globale dei rifiuti (produzione e smaltimento) in questi ultimi anni ha visto aprirsi nuovi scenari, sia in Italia che nel resto del Mondo, di possibili soluzioni alternative alla gestione attuale.

Chiediamo un impegno dell’attuale Amministrazione, affinché l’eventuale rinnovo con qualsiasi società di raccolta rifiuti urbani, sia della durata massima di un anno, in modo tale da lasciare aperte tutte le possibilità alla prossima Amministrazione, di qualsiasi orientamento politico, di decidere quali strade percorrere, evitando ad oggi di vincolare il Paese ad un contratto penalizzante di 10 anni.

Antonio Centomo