Archive for the ‘politica locale’ Category

Interpellanza in Consiglio Comunale: Stazione Ferroviaria

Domenica, Dicembre 4th, 2011

oggetto: Interpellanza – Stazione ferroviaria: eterno problema irrisolto

Le Amministrazioni passano, i problemi restano.

Periodicamente, da decenni, in Consiglio Comunale viene presentata una interpellanza dalla minoranza di turno, sullo stato di degrado della stazione FS nell’Alto Marano.

La classica risposta dell’Amministrazione, al di là di qualche polemica sugli “sprechi dell’Amministrazione precedente”, è che la manutenzione della stazione, con tutta l’area adiacente, compresa la strada di accesso, è di competenza della Ferrovie dello Stato e che l’Amministrazione ha fatto “pressione” per risolvere il problema.

Con questa “interpellanza” siamo per ricordare a tutti lo stato di degrado della nostra stazione: strada sconnessa, mancanza di adeguati parcheggi auto, mancanza di un luogo idoneo per le biciclette, mancanza di un percorso ciclabile sicuro.

Non dimentichiamo che ci sono parecchi concittadini, specialmente studenti, che giornalmente utilizzano il treno.

Inoltre, pensiamo che per il futuro, dobbiamo incentivare in tutti i modi, lo spostamento collettivo su rotaia, rispetto allo spostamento singolo in auto.

Ci chiediamo se arriverà il giorno in cui la “politica maranese” riuscirà a dare una risposta definitiva a questo degrado?

Chiediamo pertanto:

- All’ Amministrazione: “Quali iniziative ha intrapreso per risolvere questo annoso problema”?

- A tutto il Consiglio Comunale: “Quali strategie si possono attuare per fornire ai nostri concittadini un servizio FS più dignitoso”?

Per il gruppo consigliare di Alternativa Democratica

Antonio Centomo

Interpellanza in Consiglio Comunale: Il Rio delle Pietre che attraversa il centro di Marano, rappresenta un pericolo?

Domenica, Dicembre 4th, 2011

oggetto: Interpellanza – Il Rio delle Pietre che attraversa il centro di Marano, rappresenta un pericolo?

Le alluvioni di questi ultimi anni che hanno devastato vari territori dell’Italia e che hanno interessato anche aree a noi vicine, ci pongono una domanda: “A seguito di un fenomeno meteorologico eccezionale, il paese di Marano presenta dei punti critici”?.

Leggiamo nell’allegato B, alle pagine 5/6, della deliberazione della Giunta Regionale n.730 del 7 giugno 2011, (Approvazione del Piano di Assetto del Territorio del Comune di Marano Vicentino, redatto ai sensi dell’Art. 14 della L.R. 23.04.2004, n. 11.) , quanto segue:

Sofferenza idraulica.

A seguito di diversi incontri fra Genio Civile di Vicenza , Consorzio di Bonifica Medio Astico Bachiglione, Associazioni di categoria degli Agricoltori e Comune di Marano Vicentino è emerso il problema della “sofferenza idraulica” del Rio delle Pietre nel tratto di attraversamento urbano dello stesso, nei suoi momenti di piena.
Tale corso d’acqua infatti, a carattere fortemente torrentizio, presenta generalmente sezione molto ridotta.
Ciò comporta che nei periodi critici di pioggia intensa non è in grado di smaltire velocemente l’onda di piena.
Si pone quindi la necessità di deviare parte delle acque del Rio delle Pietre a monte del centro abitato, a mezzo di canale scolmatore con funzione di laminazione, nel torrente Timonchio.
Rio delle Pietre, così come Roggia dei Molini, nel tratto in cui attraversano l’abitato di Marano sono in parte combinati.

Chiediamo

- se l’Amministrazione si è attivata per risolvere questa criticità

- a chi compete la costruzione del canale scolmatore

- sono stati eseguiti dei controlli circa lo stato del tratto coperto del Rio delle Pietre, per togliere eventuali ostruzioni?

- a chi compete la pulizia del tratto coperto del Rio delle Pietre che attraversa il centro del Paese.

Per il gruppo consigliare di Alternativa Democratica

 Antonio Centomo

Interpellanza in Consiglio Comunale: Rinnovo contratto con GRETA per la raccolta dei rifiuti

Venerdì, Dicembre 2nd, 2011

oggetto: Interpellanza - Rinnovo contratto con “Greta Alto Vicentino” la società di raccolta rifiuti urbani

La società incaricata della raccolta dei rifiuti urbani dal nostro Comune è “Greta Alto Vicentino”, che è direttamente controllata da “Ava s.r.l “ (Alto Vicentino Ambiente) che gestisce l’incenerimento.

Ci risulta che l’attuale contratto con “Greta Alto Vicentino” è in scadenza alla fine dell’anno.
Ci risulta, da informazioni presso gli uffici comunali, che l’attuale contratto con “Greta Alto Vicentino” viene rinnovato di anno in anno, continuando di fatto, le modalità con cui si gestiva il precedente appalto con la ditta Fiorese.
Ci risulta, inoltre, che altre amministrazioni stanno rinnovando i contratti con “Greta Alto Vicentino”, con contratti della durata di 10 anni e che ci sia una indicazione di AVA affinché tutte le Amministrazioni seguano questa strada.

Ritenendo che ci sia un “conflitto” tra “AVA” e “Greta Alto Vicentino” in quanto la controllata “Greta Alto Vicentino” dovrebbe avere il compito di affiancare le Amministrazioni verso una raccolta differenziata che per legge dal prossimo anno dovrebbe essere del 65%, mentre la società controllore “AVA” ha come obiettivo alimentare le linee dell’inceneritore come risulta dagli ultimi investimenti fatti.
Ritenendo che il problema globale dei rifiuti (produzione e smaltimento) in questi ultimi anni ha visto aprirsi nuovi scenari, sia in Italia che nel resto del Mondo, di possibili soluzioni alternative alla gestione attuale.

Chiediamo un impegno dell’attuale Amministrazione, affinché l’eventuale rinnovo con qualsiasi società di raccolta rifiuti urbani, sia della durata massima di un anno, in modo tale da lasciare aperte tutte le possibilità alla prossima Amministrazione, di qualsiasi orientamento politico, di decidere quali strade percorrere, evitando ad oggi di vincolare il Paese ad un contratto penalizzante di 10 anni.

Antonio Centomo

Il Veneto senza la Padania

Sabato, Ottobre 8th, 2011

Cosa succede alla Lega Nord? Per un movimento che ha fatto del “celodurismo” la propria bandiera, in cui l’etichetta di “barbari” veniva digerita e persino rivendicata con orgoglio per marcare le distanze dalle fumisterie della politica di palazzo, e che ha sempre difeso gelosamente e ferocemente il principio per cui “i panni sporchi si lavano in famiglia” anche perché tanto “alla fine decide il Capo”, gli ultimi mesi devono essere stati traumatici.
Nella mia regione, il Veneto, le cronache riportano quotidianamente notizie fino a qualche tempo fa impensabili. Epurazioni, censure, scontri plateali e alla luce del sole, contestazioni pubbliche ai leader, litigi persino sui fondamentali dell’ortodossia leghista: Tricolore e Unità d’Italia, stranieri, fino alla messa in discussione del concetto di “Padania”, ultimo tabù della mitologia del Carroccio.
Si dice: è una lotta senza esclusione di colpi tra la componente direttamente legata al “cerchio magico” bossiano e quella vicina al ministro degli interni Maroni. La competizione nazionale Calderoli-Maroni si riflette, in questa chiave, in Veneto nella contesa – aspra e difficile, circolo per circolo – per la segreteria regionale tra Gian Paolo Gobbo, segretario attuale e sindaco di Treviso, e Flavio Tosi, sindaco di Verona e figura di riferimento veneta di Maroni.
Da sindaco trovo più interessante sottolineare altri aspetti. La Lega “di lotta e di governo” pare aver esaurito la capacità di capitalizzare sull’aspetto più rampante e identitario della propria proposta politica. Federalismo, più risorse agli enti locali, difesa delle autonomie, sicurezza, freno alla “invasione straniera”, perfetta sintonia con il vasto e diffuso mondo della piccola e piccolissima impresa.
Le promesse di ieri si scontrano con la realtà di oggi, che vede naufragare ogni ipotesi realmente federalista nel neocentralismo di uno stato che impone agli enti locali tagli massacranti e regole soffocanti, che costringe i leghisti a votare in parlamento in modo opposto a come predicano al Nord, che lascia le auto della polizia senza benzina, che mostra il fallimento delle politiche migratorie, che vede centinaia di attività imprenditoriali lottare per una sopravvivenza resa ancora più difficile dalla paralisi imposta da Roma alla capacità degli enti locali di appaltare opere.
La crisi economica ovviamente non aiuta: senza risorse, l’esercito di sindaci leghisti che hanno fatto la forza del movimento si trova senza ossigeno, e in difficoltà a spiegare ai propri elettori tagli brutali ai servizi o aumenti delle tassazioni locali.
Io credo che la lotta di potere in casa Lega abbia anche questa matrice. Di fronte a una realtà che ha ampiamente deluso le aspettative del popolo leghista, c’è un gruppo dirigente che dice: attenzione, la musica è cambiata, e la riproposizione ossessiva delle ricette, degli slogan e dei riti di ieri non basta più. Se nel mio comune devo tagliare il trasporto pubblico o aumentare la tariffa delle mense scolastiche, che mi importa di fare la guerra al Tricolore? Se le imprese chiudono, mi basta forse riempire ampolle delle sacre acque del dio Po? Se la gestione dell’afflusso di profughi dalle guerre africane si risolve in un disastro, è davvero abbastanza intonare il Va pensiero o gridare “Padania libera”? La corrente maroniana in Veneto incarnata da Tosi appare disposta a mettere da parte l’armamentario abituale per perseguire una politica più realista e meno ideologica. E nella guerra di potere per la leadership leghista, gli avversari di questa linea di rinnovamento appaiono spiazzati, finendo arroccati nella difesa intransigente del “purismo” leghista: ecco i regolamenti-bavaglio, ecco le espulsioni attuate o minacciate, ecco il richiamo alla “infallibilità” del Capo, ecco persino il ritorno del feticcio secessionista.
La gestione della partita delicata dell’emergenza profughi è esemplare: il ministro degli interni leghista, Maroni, chiede che i territori se ne facciano carico in un’ottica di diffusione controllata; il governatore l e g h i s t a , Zaia, sposa questa linea, secondo la giusta tesi per cui “i problemi vanno governati”; ma poi scoppia la rivolta di numerosi sindaci e presidenti di provincia leghisti fedeli custodi del grido “a mare gli stranieri”, e lo stesso Zaia è costretto a rinunciare a incarnare quella linea, lasciando la gestione della crisi nelle mani prefettizie.
Governare i problemi o rifugiarsi nelle apparentemente rassicuranti certezze dei vecchi slogan? L’esito di questa battaglia interna al più vecchio partito italiano sarà decisivo anche per chi in Veneto e nel paese aspira a incarnare un’alternativa al centrodestra. Anche solo perché costringerebbe il Pd a rivedere gli schemi interpretativi del fenomeno leghista.
Dovesse vincere la linea di Maroni e Tosi, sarebbe meno facile continuare a etichettare il Carroccio di domani come quello delle origini. Come nei versi finali di quella poesia di Kavafis: «E ora, senza Barbari, che ne sarà di noi? Era una soluzione, quella gente ».

Achille Variati, sindaco di Vicenza

Festa Democratica a Schio 16-17 giugno 2011

Lunedì, Giugno 6th, 2011

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Nuove politiche industriali e nuove relazioni sociali

Martedì, Aprile 5th, 2011

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Federalismo fiscale e patto di stabilità

Venerdì, Marzo 25th, 2011

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17 marzo tricolore in tutte le finestre

Domenica, Marzo 6th, 2011

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L’unità del nostro paese è solo in parte un momento storico determinato.
E’ un processo che si è svolto nel corso di 150 anni e che ancora oggi vede coinvolte le istituzioni e i cittadini attraverso processi come il Federalismo.
La nostra identità nazionale poi non è nata con l’unificazione del paese sotto un unico Regno, ma in un percorso sociale che ha visto l’incontro di culture tra loro quasi straniere, la storia del nostro paese è quindi un messaggio di convivenza, di mediazione e di incontro di culture che è per sua stessa natura democratico.
Solo la democrazia infatti, con mille difficoltà, ha saputo cogliere e far convivere tante diverse sensibilità.
Celebrare 150 anni di cammino comune è un modo e un’occasione per guardare il futuro della nostra identità in questo mondo che corre.

Per questo il Partito Democratico di Marano Vicentino invita tutti i cittadini ad esporre la Bandiera Italiana nelle proprie abitazioni a partire dal 17 marzo.

N.B. sono disponibili delle bandiere italiane al costo di 1€ (per everle scrivete una mail di prenotazione o contattate un componente del coordinamento di circolo)

Hanno fatto di tutto per rovinare la festa

Venerdì, Marzo 4th, 2011

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Abbiamo presentato in Consiglio Comunale il seguente ordine del giorno:

Il 17 marzo prossimo festeggeremo i 150 anni dell’unità d’Italia. Si tratta una ricorrenza che ha scaturito vaste discussioni storiche sulle quali non è nostra intenzione addentrarci: ogni persona studierà, valuterà e si farà una propria opinione.

Certamente ci indigniamo quando alcuni ministri, dopo aver approvato il decreto, affermano di non voler rispettare la ricorrenza. Ci indigniamo quando alcuni consiglieri provinciali della Lega Nord listano a lutto la bandiera di San Marco e posizionano, in segno di disprezzo, calzature con lo stemma della Lega Nord sui banchi del Consiglio Provinciale.

La ricorrenza è un’occasione da non perdere per rinverdire le motivazioni profonde che caratterizzano il nostro essere cittadini italiani, rivedere con occhio severo, sincero, documentato e, possibilmente non ideologizzato o preconcetto, la nostra storia con lo scopo, quello si chiaro e ineludibile, di costruire il nostro futuro.

Il nostro pensiero va al Presidente Pertini che baciava la Bandiera Italiana ad ogni occasione, al Presidente Ciampi, grande italiano ma anche grande europeo, al Presidente Napolitano, custode attento dei valori espressi dalla nostra Carta Costituzionale.

 Per le suesposte motivazioni il Gruppo Consigliare di Alternativa Democratica propone il seguente o.d.g.:

“Noi siamo maranesi, perché Marano Vicentino è il luogo dove viviamo, dove costruiamo e manteniamo le nostre relazioni umane e sociali, come amministratori comunali è l’oggetto primario della nostra azione politica.

Noi siamo vicentini e veneti, perché la Provincia di Vicenza e la Regione Veneto sono gli insiemi di comunità che condividono la gran parte delle tradizioni, le origini linguistiche e i valori di riferimento. Si tratta di terre che hanno vissuto, negli ultimi decenni, uno sviluppo economico travolgente che ha fornito un benessere sconosciuto ai nostri avi. Da terra di emigrazione siamo diventati terra di immigrazione. Sarà nostro compito, difficile ma ineludibile, riconoscere e saldare con forza le nostre radici per condividere positivamente la convivenza con i “nuovi” cittadini veneti.

 Noi siamo cittadini italiani perché riconosciamo un filo conduttore che parte dal Risorgimento, attraversa il periodo bellico e, lungo il periodo della Resistenza, costruisce l’attuale realtà Repubblicana. I giovani che hanno donato la loro vita, un secolo e mezzo fa, per la libertà dall’invasore straniero vanno accostati ai giovani, che, negli anni della Resistenza, hanno contribuito a realizzare una Repubblica moderna dove donne e uomini hanno potuto, liberamente e, in qualche caso, per la prima volta, godere delle libertà civili.

 Noi siamo cittadini europei, perché solo pochi grandi paesi saranno protagonisti dello sviluppo futuro. Solo l’Europa, unita nei valori, nei diritti e nei doveri, sarà in grado di reggere il confronto.

 Noi siamo cittadini del mondo, perché i valori fondamentali dell’uomo non possono conoscere confini: i diritti umani, la crescita sociale, lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente devono essere viste come sfide mondiali.

 Con questi pensieri, come maranesi, vicentini, veneti, italiani, europei e cittadini del mondo, vogliamo dire VIVA L’ITALIA.

Chiediamo che il presente o.d.g venga pubblicato nel prossimo notiziario comunale e che il 17 marzo venga esposta la bandiera nazionale negli edifici comunali.

Il lavoro ai tempi della crisi

Lunedì, Febbraio 14th, 2011

Venerdì 18 febbraio ore 20,30 a Isola Vicentina

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