Archive for the ‘politica nazionale’ Category

Referendum 12 13 giugno 2011

Mercoledì, Giugno 8th, 2011

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 Cari Democratici,

come saprete il 12 e 13 giugno ci sono i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento e anche in Veneto il nostro partito è fortemente impegnato a sostenere il SI ai 4 quesiti referendari con molte iniziative dei circoli, materiali e risorse finanziarie.

Al di là dell’effetto che i risultati potranno avere sul Governo Berlusconi, è comunque fondamentale raggiungere il quorum del 50% + 1 per l’importanza di questi temi: quello referendario è un voto contro la privatizzazione forzata dell’acqua e dei servizi pubblici locali, contro il nucleare e per una giustizia uguale per tutti.

Ora che la Cassazione ha confermato lo svolgimento del referendum sul nucleare, dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi per contribuire a raggiungere il quorum e far vincere i Si. Inutile dire che in questi pochi giorni che ci separano dal voto non servono tanto convegni o iniziative rivolte a chi e’ già convinto, quanto volantinaggi, gazebo, blog, sms, radio e tv locali, passaparola, insomma tutto ciò che arriva direttamente agli elettori.

Vi chiediamo quindi un ultimo sforzo in questa direzione.

Grazie del vostro impegno e in bocca al lupo a tutti noi!

Rosanna Filippin
Segretario Partito Democratico Veneto
Luca Musumeci
Responsabile Ambiente/Energia Partito Democratico Veneto

Bersani nella scia arancione

Venerdì, Giugno 3rd, 2011

«Siamo pronti al dialogo con tutti ma non faremo pasticci» La linea la sta dando Marco Follini, autore del saggio Elogio della pazienza uscito un po’ di tempo fa.
Titolo perfetto per il film bersaniano post-elettorale.
«Pazienza»: perché la convinzione che circola ai piani alti del Nazareno è che non sia il momento di forzare, la crisi del berlusconismo non è cosa superabile con qualche coup de théâtre, prima o poi il momento della svolta verrà, e non è lontano. E dopo tanto tempo – dice Daniele Marantelli – «il clima interno segna bello stabile». Spiega Pierluigi Castagnetti: «Sarebbe matto quello che si mettesse a fare polemiche proprio adesso che il problema è tutto di Berlusconi, che così azzoppato dovrà fare una manovra che scontenterà ulteriormente il suo elettorato». E in effetti la direzione di lunedì prossimo sarà tutto un complimentarsi con se stessi: non è l’ora delle distinzioni, quelle ci sono quando si perde, vedi alla voce Pdl. D’altronde chi gli ha parlato in queste ore giura che né Veltroni né Fioroni prospettano linee diverse da quella del segretario.
Lui, Bersani, è ovviamente rinfrancatissimo. Gode di una posizione obiettivamente centrale, la sua immagine personale rafforzata, il partito è in ripresa. È disposto a parlare con tutti: anche con la Lega i canali restano aperti (probabile un prossimo incontro con Maroni).
«Parliamo pure, verifichiamo con la Lega cosa vuol fare per esempio sulla legge elettorale: purché sia chiaro che non facciamo pasticci», manda a dire.
L’onda “arancione” di queste amministrative non va dispersa, il segretario su questo non defletterà.
L’ottimismo bersaniano si è visto ieri a Repubblica tv dove si è lasciato sfuggire – lui di solito così prudente sul suo Pd – la previsione secondo cui «siamo prossimi a essere il primo partito nel paese». Il mitico sorpasso, un miraggio fino a tre giorni fa. Bersani evidentemente è a conoscenza che i sondaggi “tirano”, e fra una settimana i nuovi report che gli verranno portati potrebbero segnare un dato che supera il 27 per cento, nell’ambito di un trend che vira verso l’alto.
E tuttavia questa specie di vocazione maggioritaria del Pd bersaniano – di gran lunga il primo partito della coalizione che verrà – è evidentemente cosa diversa da quella in versione veltroniana: «Voler essere il primo partito non significa voler essere soli, anzi essere aperti e compatti. Che lo si chiami Nuovo Ulivo o in altri modi, al centro dev’esserci la riscossa civica: “Alzati che si sta alzando la canzone popolare”», ha detto il leader attingendo dalla koiné prodiana.
Ma quella che sembra uscire bene dal risultato elettorale è la funzione che Bersani assegna al suo partito, una funzione «al servizio» di qualcosa di più largo, in grado di tenerlo meglio al riparo dal fuoco amico di amici e alleati, una “forza tranquilla” che non innalza vessilli e non forza le situazioni.
Ecco perché la ribadita prudenza – ancora ieri – per esempio sulle primarie: «Non c’è nessun automatismo». Ed è un punto di differenza con i veltroniani che presto o tardi riemergerà. Arturo Parisi, da parte sua, non ha perso tempo rilanciando il modello di «primarie aperte, di coalizione».
Attende gli sviluppi, dunque, il Nazareno, sapendo che – come si esprime uno dei massimi dirigenti – «tutto è nelle mani di Berlusconi e, diciamo la verità, a noi sta bene così». Stare sulla riva del fiume aspettando il cadavere del nemico non significa però starsene con le mani in mano. A partire dall’impegno sui referendum del 12 e 13 giugno: con il nuovo clima che spira da Nord a Sud la speranza di superare il quorum si è rafforzata moltissimo.
Dalla Direzione di lunedì emergerà una parola d’ordine chiara e condivisa: dimissioni del governo ed elezioni. Semplice. Troppo? In un certo senso sì, perché la previsione è che, almeno nell’immediato, non vi sarà né la prima cosa né la seconda.
La strada potrebbe essere molto tortuosa. Però il Pd la sua mossa intende farla, anzi, l’ha già fatta ieri con Franceschini che ha chiesto in aula che il governo si presenti dimissionario al dibattito parlamentare di fine giugno: la parolina “dimissioni” costituirà un leit motiv continuamente martellato, una campagna destinata a proseguire per i prossimi mesi, la parola d’ordine unificante di tutte le anime del partito.
Sullo sfondo però la discussione è destinata a riprendere: non si può d’altronde pensare che un fatto enorme come la fine del berlusconismo non abbia ripercussioni sulla strategia del Pd. E il tema di un partito troppo sbilanciato a sinistra «non è questione che affronteremo adesso» – dice ancora Castagnetti – e però resta un problema irrisolto, quello che un dirigente vicino a Veltroni sintetizza così: «Non siamo il Pds del ’94». E una prima verifica – come si dice – sui contenuti è prevista per il 17 e 18 giugno, alla conferenza nazionale su lavoro, che parte con una piattaforma molto “cgiellina” che di sicuro il MoDem criticherà, «non si può avere una piattaforma che attacca Ichino».
Mentre c’è una qualche freddezza verso il Vendola che «mette il cappello» sulla vittoria milanese, è anche vero che è ancora tutto da costruire «l’attacco a tre punte» (Sel-Idv, Pd, Terzo polo) di cui parla Enrico Letta: non foss’altro perché il grande timore (anzi: il terrore) è che Casini opti alla fine per una strategia opposta, un clamoroso ritorno dall’altra parte, per rifondare il campo dei moderati e conservatori, insomma per costruire un centrodestra (col trattino) potabile ed “europeo”. Berlusconi permettendo.

Mario Lavia (da Europa 01/06/11)

12-13 giugno 2011 - 4 SI !!!

Domenica, Maggio 22nd, 2011

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Processo (prescrizione) breve: una vergogna per l’Italia!

Mercoledì, Aprile 13th, 2011

La prescrizione breve è un’amnistia per i più furbi: diffondiamo l’elenco completo dei reati interessati dal ddl e i principali processi che non arriveranno mai ad una sentenza.

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La prescrizione breve riduce ancora di più i tempi per l’accertamento dei colpevoli e garantisce impunità ai più furbi che hanno una fedina penale apparentemente pulita e riescono a sfuggire alla legge.
Con questa legge voluta dal Governo Berlusconi le vittime saranno ancora più sole e sarà più difficile ottenere giustizia per i gravi reati quali la corruzione, la concussione, il peculato, le frodi in appalti, lo scambio elettorale politico mafioso, gli omicidi colposi, le violenze sessuali, il furto in casa, le rapine, le truffe, gli incendi dolosi, il falso in bilancio, le lesioni colpose da infortunio sul lavoro, lo smaltimento illecito di rifiuti anche speciali, la ricettazione, l’estorsione, lo stalking e tanti e tanti altri ancora.
Sarà un caos che non farà altro che aggravare le difficoltà del sistema giustizia e aumentare il numero dei processi che quotidianamente si estinguono.
In Europa nessun paese ha introdotto la prescrizione breve, come invece vogliono in Italia Bossi e Berlusconi; anzi, per i reati più gravi quando sono stati individuati i colpevoli si concede il tempo sufficiente alla piena celebrazione dei processi.
In Italia si sta effettuando una vera e propria amnistia mascherata con effetti permanenti, pur di salvare il Presidente del Consiglio Berlusconi dai suoi processi, buttando al macero immediatamente circa 5000 processi che ancora non hanno superato il primo grado di giudizio, premia i disonesti e ignora le vittime.

Processo Mills per corruzione: imputato Silvio Berlusconi
Strage alla stazione di Viareggio 29 giugno 2009: 32 morti
Crack Parmalat 2003: 80.000 risparmiatori truffati per oltre 14 miliardi di euro
Terremoto a L’Aquila 6 aprile 2009: 278 vittime, di cui 8 ragazzi nella Casa dello Studente
Doping Olimpiadi Invernali Torino 2006
Amianto nei Cantieri Navali di Palermo: 40 operai morti
Calciopoli Napoli 2006
Crack Cirio 2003: truffa per oltre 1 miliardo di euro

ELENCO DEI REATI INTERESSATI DAL DDL SULLA PRESCRIZIONE BREVE

• articolo 314 del codice penale (PECULATO).
• articolo 315 del codice penale (MALVERSAZIONE).
• articolo 316 del codice penale (PECULATO PER ERRORE ALTRUI).
• articolo 316 bis del codice penale (MALVERSAZIONE AI DANNI DELLO STATO).
• articolo 316 ter del codice penale (INDEBITA PERCEZIONE DANNI STATO).
• articolo 317 del codice penale (CONCUSSIONE).
• articolo 318 del codice penale (CORRUZIONE).
• articolo 319 del codice penale (ATTO CONTRARIO A DOVERI D’UFFICIO).
• articolo 319.ter del codice penale (CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI).
• articolo 320 del codice penale (CORRUZIONE INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO).
• articolo 322 del codice penale (ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE).
• articolo 322.bis del codice penale (PECULATO/CONCUSSIONE/CORRUZIONE COMUNITA’ EUROPEA).
• articolo 323 del codice penale (ABUSO D’UFFICIO).
• articolo 324 del codice penale (INTERESSE PRIVATO IN ATTI D’UFFICIO).
• articolo 326 del codice penale (RIVELAZIONE SEGRETI D’UFFICIO).
• articolo 328 del codice penale (OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO).
• articolo 336 del codice penale (VIOLENZA A PUBBLICO UFFICIALE).
• articolo 337 del codice penale (RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE).
• articolo 338 del codice penale (VIOLENZA O MINACCIA AD UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO).
• articolo 340 del codice penale (INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO).
• particolare prevedendo un aumento del tempo necessario a prescrivere il reato di cui all’articolo 347 del codice penale (USURPAZIONE DI FUNZIONI PUBBLICHE).
• articolo 348 del codice penale (ESERCIZIO ABUSIVO DI UNA PROFESSIONE).
• articolo 355 del codice penale (INADEMPIMENTNO DI CONTRATTI DI PUBBLICHE FORNITURE).
• articolo 589 del codice penale (OMICIDIO COLPOSO).
• articolo 609.bis del codice penale (VIOLENZA SESSUALE).
• articolo 609.quater del codice penale (ATTI SESSUALI CON MINORENNE).
• articolo 609.quinquies del codice penale (CORRUZIONE DI MINORENNE).
• articolo 609.octies del codice penale (VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO).
• articolo 416.ter del codice penale (SCAMBIO ELETTORALE POLITICO-MAFIOSO)
• articolo 419 del codice penale (DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO).
• particolare prevedendo un aumento del tempo necessario a prescrivere il reato di cui all’articolo 420 del codice penale (ATTENTANTO A IMPIANTI DI PUBBLICA UTILITA’)
• articolo 423 del codice penale (INCENDIO)
• articolo 423.bis del codice penale (INCENDIO BOSCHIVO)
• articolo 424 del codice penale (DANNEGGIAMENTO SEGUITO DA INCENDIO)
• articolo 432 del codice penale (ATTENTATO ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI)
• articolo 624 bis del codice penale (FURTO IN ABITAZIONE).
• articolo 628 del codice penale (RAPINA)
• articolo 629 del codice penale (ESTORSIONE)
• articolo 640 del codice penale (TRUFFA)
• articolo 641 del codice penale (INSOLVENZA FRAUDOLENTA)
• articolo 648 del codice penale (RICETTAZIONE)
• articolo 648.bis del codice penale (RICICLAGGIO)
• articolo 514 del codice penale (FRODI CONTRO LE INDUSTRIE NAZIONALI)
• articolo 583.bis del codice penale (PRATICHE DI MUTILAZIONE DEGLI ORGANI GENITALI FEMMINILI)
• articolo 648.ter del codice penale (IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA’ DI PROVENIENZA ILLECITA)
• articolo 646 del codice penale (APPROPRIAZIONE INDEBITA)
• articolo 614 del codice penale (VIOLAZIONE DI DOMICILIO)
• articolo 610 del codice penale (VIOLENZA PRIVATA)
• articolo 644.bis del codice penale (USURA IMPROPRIA)
• articolo 644 del codice penale (USURA)
• articolo 643 del codice penale (CIRCONVENZIONE DI INCAPACI)
• articolo 2621 del codice civile (FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI)
• articolo 2622 del codice civile (FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI IN DANNO DELLA SOCIETA’ DEI SOCI O DEI CREDITORI).
• articolo 2623 del codice civile (FALSO IN PROSPETTO).
• articolo 2624 del codice civile (FALSITA’ NELLE RELAZIONI O NELLE COMUNICAZIONI DELLE SOCIETA’ DI REVISIONE).
• articolo 2626 del codice civile (INDEBITA RESTITUZIONE DEI CONFERIMENTI).
• articolo 2627 del codice civile (ILLEGALE RIPARTIZIONE DEGLI UTILI E DELLE RISERVE).
• articolo 2628 del codice civile (ILLECITE OPERAZIONI SULLE AZIONI O QUOTE SOCIALI O DELLA SOCIETA’ CONTROLLANTE).
• articolo 2629 del codice civile (OPERAZIONI IN PREGIUDIZIO DEI CREDITORI).
• articolo 349 del codice penale (VIOLAZIONE DI SIGILLI).
• articolo 337.bis del codice penale (OCCULTAMENTO CUSTODIA O ALTERAZIONE DI MEZZI DI TRASPORTO).
• articolo 341.bis del codice penale (OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE).
• articolo 351 del codice penale (VIOLAZIONE DELLA PUBBLICA CUSTODIA DI COSE).
• articolo 334 del codice penale (SOTTRAZIONE O DANNEGGIAMENTO COSE SEQUESTRATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE).
• articolo 335 del codice penale (VIOLAZIONE COLPOSA NELLA CUSTODIA DI COSE SEQUESTRATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE O DALL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA).

BERSANI: IL GOVERNO E’ INCAPACE, SI VOTI

Lunedì, Aprile 4th, 2011

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Intervista del segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, a La Repubblica su tutti i temi più importanti. - «Alfano è arrogante come Berlusconi e servile a Berlusconi».
Dunque si scordi il confronto, il «fumoso» dialogo. «Quando annunciò la sua epocale riforma della giustizia - ricorda Pier Luigi Bersani- dissi che entro 15 giorni saremmo tornati alle leggi ad personam. Da martedì voteremo una prescrizione costruita su misura del premier e sul fatto che Ruby è la nipote di Mubarak. Più chiaro di così».

Domanda. È allarmante anche l`appello alla piazza del ministro della Giustizia? «Mi allarma innanzitutto l`immagine di Alfano come emerge dall`intervista a Repubblica. Un ministro impastato di arroganza e servilismo. Un ministro che tradisce il suo mestiere e ha uno stile sartoriale perché adatta sempre i suoi provvedimenti ai voleri del capo. Quanto alla chiamata del popolo è un`affermazione sconsiderata. Ma lo avverto: è difficile arrampicarsi sulle
piazze quando ci si arrampica sugli specchi».

Domanda. Il Pd, rifiutando ogni confronto, rischia di apparire conservatore e succube dei magistrati. Ha messo in conto gli effetti negativi di questa posizione? «Non siamo il partito dei giudici. Anzi, siamo pronti a disturbare i magistrati in nome di un servizio più efficiente per i cittadini come persino Alfano può arguire leggendo le nostre proposte di legge. Ma la riforma costituzionale ha un punto essenziale che è inaccettabile: dà alla politica un potere improprio nell`esercizio della giustizia. Contro questo e contro le leggi ad personam combatteremo in Parlamento e nelle piazze».

Domanda. Il Guardasigilli è convinto che il vostro no sia dettato dalla fretta. Per molti dirigenti del Pd, dice, il tempo è quasi scaduto. «Faccia bene il suo mestiere e queste cose le lasci dire al suo capo».

Domanda. Sicuro che il Pd riuscirà a reggere senza fratture il doppio binario in piazza e in Parlamento? «Sarebbe una novità davvero singolare che un grande partito popolare dicesse no alla piazza o no alle aule parlamentari. Non conosco partiti popolari che si facciano di questi problemi».

Domanda. Ma nel Pd qualcuno invoca l`Aventino e qualcun altro teme civolamenti verso il dipietrismo. «Allora chiariamo. Noi combattiamo in Parlamento. Lo rispettiamo e non l`abbandoniamo. Poi ci sono le tattiche parlamentari. Ma Aventino è una parola grossa. Significa andare via dal Parlamento, non uscire dall`aula in certe occasioni».

Domanda. E la piazza? I vostri potenziali alleati capiranno? «Noi vogliamo avere un colloquio diretto con i cittadini che a loro volta hanno voglia di essere protagonisti. Martedì saremo al Pantheon. Poi, le notti bianche sulla scuola diventeranno anche per la democrazia. I manifesti contro la Lega tappezzeranno il Nord. I cittadini sono parte di questa battaglia. In modo democratico e civile. Non siamo noi quelli delle monetine».

Domanda. Lei chiede le elezioni anticipate. Sotto sotto non pensa ancora a un governo tecnico? «Ho detto e ripeto: qualsiasi soluzione è migliore dello sfascio attuale. Ma dopo il 14 dicembre e la scesa in campo dei mitici responsabili - che hanno creato un cestino dove si mettono le uova che puoi comprare ovunque - il governo di transizione più che indebolito è tramontato. Per questodico: si vada subito al voto. Il governo ha prodotto la scossa all`economia finita in un comunicato stampa, con la riforma epocale della giustizia invece siamo sempre intorno a Ruby, la posizione ambigua sulla Libia, Parmalat, Edison e tutta la moda che volano verso l`estero».
Domanda. Sull`arrivo dei profughi il governo sbandiera il successo dei trasferimenti da Lampedusa. «Invece è un disastro. Noi abbiamo avanzato una proposta. A Tunisi Berlusconi chieda di bloccare i flussi. A chi è già qui si dia lo status temporaneo per circolare in Europa come è successo ai tempi del Kosovo. No alle tendopoli, sì all`accoglienza diffusa. Ma se lo spettacolo è che ogni mattina un ministro dice solidarietà e l`altro fora di ball, allora fanno da soli».

Domanda. Condivide l`idea di Tremonti: frenare lo “shopping” in Italia con una nuova Iri? «I buoi sono scappati e loro hanno dormito per due anni. La nostra posizione è chiara: non si possono allestire strumenti pubblici senza avere uno straccio di idea sulle politiche pubbliche. Quando ero all`Industria proposi degli indirizzi di politica industriale. Il governo faccia lo stesso e siamo pronti a discuterne. Ma faremo una battaglia dura contro ipotesi di Iri o
Mediobanche organizzate nella versione del sistema di potere».

Domanda. Proprio martedì e mercoledì al Senato si decide sull`arresto del senatore Pd Tedesco. Alcuni
democratici vorrebbero votare contro. Rischiate un cortocircuito con le piazze anti-Berlusconi?
«Ho detto ai senatori: leggete bene le carte e fatevi un vostro legittimo convincimento perché in ballo c`è la libertà personale. E sappiate che il partito non ha niente da tutelare ».

Domanda. Lei come voterebbe? «Bisognerebbe conoscere bene gli atti giudiziari. Ma posso dire che il Pd ha a cuore un profilo di assoluto rigore».

Domanda. Ad appena 51 anni Zapatero annuncia che non si ricandiderà alle prossime elezioni. Un fenomenale spot per il rottamatore Renzi. «Penso esattamente il contrario». Domanda. In che senso? «È una straordinaria pubblicità alla nostra idea di leadership». Domanda. Come dice? «Dopo due legislature è assolutamente necessario un ricambio del leader». Domanda. Il vostro album di famiglia è sempre lo stesso da decenni.
«Ma la differenza con l`esperienza spagnola e con altre, non è il ricambio, è la stabilità. Le maggioranze sono garantite per un`intera legislatura e questa garanzia viene dai partiti non dal ghe pensi mi».

Domanda. Il nuovo può essere Montezemolo? «Ho trovato positivo il suo appello alle classi dirigenti e agli imprenditori che conoscono benissimo il crollo di credibilità dell`Italia nel mondo. Lo dico da tempo: chi tace oggi come potrà parlare domani?». Domanda. Quindi tifa per un suo impegno in politica? «Tutto quello che mette nuova energia nella cosa pubblica è benvenuto. Purché sia chiaro un punto. Il tramonto di Berlusconi deve coincidere con la fine di un`illusione: una sola persona non ha la bacchetta magica. Il Pd vuole innovare, riformare le istituzioni e i partiti. Ma proprio per avere sia le istituzioni sia i partiti. È il tempo di leadership che siano dentro un collettivo.
Solo in Italia si pensa che i problemi si risolvono con la scelta di una singola persona».

Federalismo fiscale e patto di stabilità

Venerdì, Marzo 25th, 2011

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NUCLEARE. Tutto il mondo riflette sul dramma giapponese. In Italia fa gola la colata di cemento. Bersani: il PD sosterrà il referendum

Venerdì, Marzo 18th, 2011

Tutto il mondo è attonito di fronte al dramma del Giappone. E tutto il mondo sta con il fiato sospeso con gli occhi puntati sulla sorte delle vecchie centrali nucleari in cui sono andati in panne i sistemi di raffreddamento. In Germania la cancelliera Angela Merkel ha sospeso la proroga all’attività delle vecchie centrali, decisa solo pochi mesi fa (hanno 40 anni di vita, proprio come quelle giapponesi). In Francia si discute sulle misure di sicurezza. In Usa gli stessi democratici hanno chiesto al presidente Barack Obama di riflettere sulla ripresa del programma nucleare.
Il governo italiano, invece, non vuole proprio sentirne parlare, anche se basterebbe fare un giro di interviste ai  governatori regionali (centrosinistra e centrodestra) per sentirsi dire, a questo punto, un no a tutto tondo sulla possibilità di impiantare sui rispettivi territori una centrale. Ancora non ci sono i siti tra i quali scegliere l’ubicazione degli impianti. Ancora non è chiaro dove verrebbero stoccate le scorie. Ma la parola d’ordine è: “Si va avanti”. Forse, prima ancora del piano energetico, sono il cemento e le commesse industriali (per larghissima parte una centrale nucleare è costruzione in cemento armato e turbine) il business che guida questa irriducibilità.
Con un’intervista del segretario Pier Luigi Bersani all’Unità il Partito Democratico chiarisce senza tentennamenti la propria posizione su questo tema. “Il Pd, annuncia in questa intervista Pier Luigi Bersani, sosterrà il referendum per abrogare la legge sul ritorno al nucleare…

Domanda. Segretario, cosa risponde al governo, che definisce sbagliate le reazioni nostrane di fronte alla tragedia di Fukushima? «Certamente si tratta di un caso estremo ed è vero che ci sono nel mondo generazioni di centrali più evolute. Tuttavia continuare a classificare come emotive le reazioni dell’opinione pubblica è sbagliato».
Domanda. Il governo non ce l’ha con l’opinione pubblica ma con voi che ne criticate il piano sul nucleare…«E sbaglia perché c`è una diffusa percezione, anche a prescindere da questa tragedia, che la tecnologia del nucleare sia ancora molto giovane e presenti seri problemi, sia per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie che per le conseguenze di eventuali incidenti». ..«Non è la probabilità degli incidenti che suscita allarme, ma quanto siano tremende le potenziali conseguenze. A preoccuparci è il modo in cui il governo sta affrontando la questione. Già prima di quanto accaduto noi avevamo ottime ragioni, e le abbiamo ancora, per essere contrari al piano nucleare. Anzi, a questo fantapiano, che non ha nessuna fattibilità, che è economicamente svantaggioso e che prevedendo l’impiego di tecnologie non nostre ci renderebbe totalmente dipendenti da altri». Domanda. Non sarà fattibile ma intanto il governo va avanti e si sta discutendo il decreto sulla localizzazione dei siti delle nuove centrali. «Stanno solo deviando l`attenzione dalle priorità, cioè efficienza energetica, rinnovabili, un`operazione di investimenti nella ricerca anche delle tecnologie nucleari. Il governo deve capire che se si vogliono fare le cose difficili, prima bisogna saper fare le facili». «Non stanno lavorando all’Agenzia di sicurezza, non hanno risolto il problema delle scorie già esistenti, non hanno smantellato le vecchie centrali, che sarebbe il vero allenamento per i nostri tecnici e le nostre capacità industriali. Non si stanno impegnando nei luoghi della ricerca per un nucleare che abbia strutturali condizioni di sicurezza e sostenibilità economica». Domanda. Tra pochi mesi ci sarà un referendum sul piano del governo: cosa farà il Pd? «Lavoreremo perché dalle urne
esca una risposta chiara contro questo piano. Abbiamo chiesto che i referendum vengano accorpati con il voto delle amministrative perché vogliamo che si raggiunga il quorum». Domanda. Richiesta respinta. Non c`è il rischio che senza il raggiungimento dei 50% dei votanti sia un boomerang? «Sappiamo che la strategia referendaria presenta questo problema, perché è da 24 consultazioni che il quorum non viene raggiunto e spesso si strumentalizza il risultato. Noi ci impegneremo comunque per fermare questo piano che poggia sulla sabbia ed è totalmente sbagliato». Domanda. La destra vi dirà che importiamo a caro prezzo energia e che voi non proponete alternative. «Non è vero. Anzi, proprio nel settore energetico il governo sta facendo perdere la faccia all’Italia quasi al pari del bunga bunga, mentre noi sosteniamo che si debba insistere sull`energia da fonti rinnovabili, un settore in grande crescita, con miliardi di finanziamenti provenienti da ogni parte del mondo, ma che ora il governo vuole distruggere con un decreto. Bloccato l’attuale sistema di incentivi, che comunque andrebbe risagomato, ci saranno banche che definanzieranno gli investimenti sugli impianti per le energie rinnovabili, con evidenti conseguenze sul piano occupazionale e della crescita economica. Che sono poi le vere priorità di questo Paese».

COSA C’E’ NEL MILLEPROROGHE

Sabato, Febbraio 26th, 2011

Il decreto Milleproroghe approvato in Senato resta la prova concreta, se ancora ne servisse una, che governo e maggioranza sono arrivati al capolinea. La grave crisi politica di questa maggioranza è evidente nella forzatura costituzionale di affidare ad un decreto ministeriale, il differimento di un termine di legge, calpestando la funzione legislativa e i poteri del Parlamento. Questo uso spasmodico dello strumento del ‘decreto’ è purtroppo una costante, in questi tre anni di governo Berlusconi, che il Partito democratico ha più volte denunciato. Non bastava il record storico raggiunto dalle tasse giunte con questo governo al 43,4%. Non bastava la patrimoniale introdotta surrettiziamente con l’Imu, mancavano alcuni tocchi di fantasia sul sistema tributario italiano come la tassa sul cinema che tutti i giorni pagheremo con un euro a film. C’è poi la possibilità per le Regioni di aumentare alcune tasse in presenza di una catastrofe: a catastrofe si aggiunge un’altra catastrofe con l’aumento dei tributi e delle addizionali. “Anche qui, la fantasia ha oltrepassato ogni limite - spiega la Finocchiaro - con un Parlamento sempre più svilito e svuotato. Lo slogan meno tasse per tutti è rimasto vuoto e la verità è che le tasse aumentano colpendo tutti. Più che Milleproroghe siamo di fronte al ‘Milletasse’, un provvedimento che ha la solennità e la complessità di una manovra finanziaria. Una finanziaria-pasticcio, figlia delle tante pressioni a cui questo governo, che si sta decomponendo è sottoposto, che aumenta le tasse e premia chi non rispetta le regole”.Ma cosa hanno messo PDL, Lega e altri partitini nel decreto? Per capire che tipo di impatto avrà nella vita reale dei cittadini italiani basta conoscere solo alcune delle norme che contiene.

Norme contro i precari della scuola. Supplenti (e buoi) dei paesi tuoi, La Lega ha deciso che gli insegnanti precari potranno svolgere le supplenze soltanto nella Provincia di residenza dove è stata presentata la domanda. Contemporaneamente sono state congelate le graduatorie fino al 31 agosto 2012. In questo modo gli elenchi non possono essere modificati. Una norma che aggira la Costituzione. Il senatore del Pd Luigi Lusi,nel suo intervento nell’Aula del Senato ha sottolineato come il decreto ‘sia indicativo di come Pdl e Lega non rispettino le istituzioni’. Ma ogni lavoratore di questo Paese non dovrebbe avere il diritto di poter lavorare in ogni luogo, in Italia?”, ha chiesto ironicamente Lusi.

Un regalo padano a chi non paga le multe sul latte. Un regalo da 5 milioni di euro, a spese di tutti gli italiani, firmato Lega, per chi non ha mai voluto pagare le multe delle quote latte. Tutto rimandato al fine giugno. Per trovare le risorse necessarie sono stati tagliati i fondi per la benzina dei carabinieri e della polizia, per elicotteri e Canadair utilizzati per spegnere gli incendi e il Fondo sociale per il sostegno agli indigenti. E’ questa la legalità padana? Agricoltura penalizzata. Così Nicodemo Oliverio, capogruppo del Pd in Commissione Agricoltura, ha motivato il no del Partito al decreto milleproroghe. “Vengono tagliati i finanziamenti alle Associazioni Provinciali di Allevatori onesti, a cui sono demandati i compiti per il miglioramento genetico della zootecnia, la sicurezza alimentare, il benessere alimentare e rilanciare la competitività delle nostre stalle, sempre per finanziare la proroga del pagamento delle multe per le quote latte”. “Insomma a dirla come il ministro Galan: approvare la proroga “non sarebbe né legale, né etico”: il ministro lo ricordi ai suoi colleghi della maggioranza”.

Tagli al sud. Alfonso Andria, senatore del Pd ha aggiunto che con il maxiemendamento al Milleproroghe, “il governo conferma la sua linea di tendenza fortemente discriminatoria verso il Sud. Un esempio: le risorse previste nel maxiemendamento per gli ingenti danni rilevati in provincia di Salerno, ammontanti a circa 400 milioni di euro, di certo non saranno sufficienti se non per le prime necessità e giungono con grandissimo ritardo rispetto alla data dell’evento calamitoso”.

Colpito da catastrofe? Allora ti tasso. Una trovata geniale del governo per risolvere le calamità naturali: rifilare alle popolazioni colpite una stangata fiscale. Le Regioni alluvionate o terremotate potranno infatti aumentare le tasse e le addizionali. Dopo le ombre di corruzione che hanno macchiato la Protezione civile, un’altra vergogna tutta italiana.

Più tempo per gli abusivi “fantasma”. Ovvero altro tempo per i proprietari delle “case fantasma”, quelle cioè mai dichiarate al fisco e al catasto. Ancora uno “schiaffo” ai cittadini onesti.

Al cinema biglietto più caro e tagli alla cultura. Dal 1° luglio il biglietto del cinema costerò un euro in più. Una nuova tassa sulla cultura che durerà fino al 31 dicembre 2013. Un altro balzello del governo che aveva promesso che mai avrebbe messo le mani nelle tasche dei cittadini.

Il governo si dimentica del blocco turn over nelle università. Ha dichiarato la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni: “Il governo non ha inserito la proroga dello sconto nel calcolo delle spese di personale degli Atenei rispetto alle risorse trasferite dallo Stato. Si tratta questa di una grave omissione che farà sì che quasi la metà degli Atenei supereranno la soglia del 90% del fondo di finanziamento ordinario utilizzato per spese di personale e subiranno pertanto il blocco del turn-over con conseguenze gravi per l’offerta formativa e per l’attività di ricerca. L’alto numero degli atenei che ‘splafonano’ non é dovuto a incapacità programmatoria, bensì alla forbice che si allarga sempre di più tra spese fisse obbligatorie (quali gli stipendi) e stanziamenti dello Stato che progressivamente diminuiscono: il fondo di finanziamento ordinario é stato tagliato in due anni di circa 500 milioni di euro. Davanti a queste norme il governo e il ministro Gelmini abbiano almeno il buon gusto di risparmiarci la vuota retorica dell’impegno in favore del merito e delle opportunità per i giovani”.

Vuoi un figlio? Ti schedo. Secondo il Milleproroghe, coloro che ricorreranno alla fecondazione assistita verranno schedati dal Ministero della Salute. La politica entra pesantemente nelle scelte più private e faticose degli italiani. Lo ha denunciato nel corso del suo intervento nel dibattito, la senatrice Fiorenza Bassoli, capogruppo Pd in Commissione Sanità. “Una decisione - precisa la senatrice - che fa pensare più a una valutazione politica che a una volontà di affidare agli istituti competenti i dati raccolti”.

Taglio dei finanziamenti destinati ai malati di Sla. La senatrice Bassoli ha poi rilevato un ulteriore emendamento del governo peggiorativo dei finanziamenti destinati ai malati di Sla e alle loro famiglie: “E’ peggiorativo in quanto si è passati da un finanziamento di 100 milioni per i malati di SLA, previsto in commissione Bilancio, ad un provvedimento una sla tantum e non di un fondo destinato. Significa che se non verranno utilizzati tutti i finanziamenti la parte restante rimarrà al fondo del 5xmille da dove sono stati prelevati. Inoltre, data l’occasionalità dei finanziamenti non sono previste le modalità di come verranno distribuiti a grande svantaggio della continuità assistenziale e di cura ai malati di SLA e del necessario sostegno alle famiglie”.
Nessuno spazio nel Milleproroghe per i lavoratori somministrati, gli ex-interinali, dell’INPS. “I 1200 giovani, donne e uomini, sopravvissuti al taglio di 600 unità già effettuato, che fino ad ora hanno consentito all’Istituto di Previdenza di funzionare, da oggi, per effetto della legge di stabilità che non si è voluto modificare, rischiano di essere ‘sbattuti fuori’ andando ad alimentare così il già cospicuo bacino di lavoratori precari italiani”. Lo ha dichiarato Teresa Bellanova, deputato Pd della commissione Lavoro della Camera. “Nessuno della maggioranza si è preoccupato di prorogare i contratti di questi lavoratori, per i quali il PD aveva presentato un apposito emendamento. Per Pdl e Lega - conclude Bellanova - giovani, pensionati, invalidi non contano quanto gli allevatori padani morosi”. Non è certo la frustata all’economia annunciata da Berlusconi pochi giorni fa, anzi il cosiddetto decreto milleproroghe può essere sintetizzato come un’accozzaglia di norme eterogenee e spesso contraddittorie, molte delle quali dettate da interessi particolari. Nel provvedimento manca completamente un filo conduttore a dimostrazione dell’assenza di un organico progetto industriale per affrontare la grave crisi che attanaglia il Paese. Nonostante la propaganda governativa, non è certo questo lo strumento per rilanciare i consumi, innescare le leve dello sviluppo e favorire l’occupazione.

“E’ una vergogna, per come è stata decisa e soprattutto per il suo contenuto con effetto retroattivo, la norma inserita nel maxiemendamento del Governo al Milleproroghe che blocca la restituzione ai correntisti delle somme illegittimamente addebitate dalle banche a causa dell’anatocismo. Una norma che equivale ad affossare definitivamente i diritti dei consumatori nel nostro Paese, in quanto annulla sentenze che nel corso di un decennio di contenzioso avevamo dato ragione alle associazioni dei consumatori e a migliaia di cittadini. Basterebbe soltanto questo aspetto per sfiduciare un governo che, oltretutto, inserisce una disposizione di tale portata senza consentire un
minimo di esame alle Commissioni parlamentari. E’ poi oltremodo grave che il ministro Tremonti abbia mantenuto questa norma scandalosa nel maxiemendamento presentato ieri sera, nonostante le indicazioni sulla costituzionalità di tale prassi legislativa formulate dal Presidente delle Repubblica. Il governo ha chiesto la fiducia anche per far digerire a molti deputati della maggioranza un intervento che procurerà un danno grave a migliaia di piccole imprese e famiglie che avevano pagato ingiustamente alle banche migliaia di euro a titolo di interessi”. Così Antonio Lirosi, responsabile Consumatori del Partito Democratico

COSA NON C’E’ PIU’ NEL MILLE PROROGHE

Stop alle demolizioni delle case abusive in Campania, anche se costruite in aree protette. Dal centrodestra l’ennesimo condono edilizio, questa volta “ad regionem”: solo per la Campania e vale anche per le aree con vincoli paesaggistici. In particolare, la norma del governo serve a salvare 600 case abusive ad Ischia. Invece di imporre il rispetto delle regole nella Regione con il maggior tasso di illegalità si sceglie di aiutare chi commette i reati. “La norma che sospendeva in Campania le demolizioni di immobili abusivi era una sorta di voto di scambio preventivo: via libera all’illegalità edilizia per ingraziarsi qualche centinaia di abusivi. E’ un bene che sia stata tolta dal decreto milleproroghe, la speranza è che i Sarro, i Cosentino e i vari difensori dell’abusivismo che ha già abbondantemente devastato la Campania non ci riprovino, e comunque continueremo a vigilare affinché la legalità non venga calpestata”. Lo dicono i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. “Ci auguriamo anche - aggiunge Della Seta - che sui temi della lotta all’abusivismo edilizio il nostro partito in Campania parli senza ambiguità, lasciando ad altri argomenti del tutto pretestuosi come il cosiddetto abusivismo di necessità: la lotta contro il mattone selvaggio, che spesso vede coinvolti interessi criminali, è parte irrinunciabile dell’impegno per dare alla Campania un futuro di progresso civile, sociale ed economico”.

“Nella grande confusione del mille proroghe, con le contraddizioni interne alla maggioranza che l’ennesimo voto di fiducia si incarica nuovamente di risolvere, ci siamo preoccupati di vedere se alcuni dispositivi conquistati dall’azione del Pd sono rimasti in vigore”. Lo dice Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
“Ci conforta - prosegue Damiano - che sopravviva la proroga fino al 31 dicembre prossimo della possibilità di impugnare i licenziamenti per i contrattisti a termine. È una norma da noi voluta che è riuscita a passare nonostante l’ostilità del ministro Sacconi. Così come è rimasta in vigore la proroga fino al 31 marzo prossimo della scadenza della validità dei concorsi svolti dalla pubblica amministrazione. In questo modo si apre uno spiraglio per i vincitori di concorso e per gli idonei, anche se la nostra richiesta è di portare questa scadenza almeno fino al 31 dicembre 2011. Il governo ha promesso di varare un apposito decreto prima della fine di marzo per andare nella direzione da noi richiesta. Vigileremo perché ciò avvenga. Per sostenere questo obiettivo il Pd ha presentato oggi una proposta di legge che prevede per le assunzioni nella pubblica amministrazione di esaurire le graduatorie di vincitori e idonei e di sbloccare il turn over. Il Pd sta in questo modo concretamente dalla parte dell’occupazione giovanile”.

Più assessori per Alemanno. Si sarebbe ingrassata la giunta per salvare Alemanno: gli assessori dovevano passare da 12 a 15. Artefice del colpo di mano il senatore - nonchè vicesindaco - Cutrufo. Aumento dei costi per cittadini stimato in 2 milioni di euro all’anno. Stessa strada potrà essere seguita da tutte le città sopra un milione di abitanti. Così viene cancellata la norma che consentiva di diminuire i costi delle amministrazioni comunali. Gravi effetti economici per gli atenei italiani. Per fortuna la norma è saltata

BERLUSCONI DIMETTITI !!!

Martedì, Febbraio 8th, 2011

Le carte sui fatti personali del Presidente del Consiglio arrivate in Parlamento certificano una situazione ormai insostenibile che ammutolisce la voce dell’Italia nel mondo e che lascia completamente senza presidio i problemi che si accumulano nella vita di tutti noi. Chi, anche nel centro destra, ha a cuore gli interessi fondamentali della nostra casa comune, deve finalmente indurre Berlusconi a dimettersi, liberando il Paese da un disagio non più sopportabile.

Ti invito ad aggiungere la tua firma a quelle di migliaia di cittadini che non accettano di essere messi alla berlina da un governo vergognoso e da un premier al tramonto.
Questo è il testo dell’appello promosso dal Partito Democratico:

“Presidente Berlusconi, lei ha disonorato l’Italia agli occhi del mondo, non ha più la credibilità per chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento e con la sua incapacità a governare sta facendo fare al paese solo passi indietro.
Lei dunque se ne deve andare via. L’Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i suoi problemi: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana. Noi dobbiamo dare una prospettiva di futuro ai giovani. Con la sua incapacità a governare e con l’impaccio dei suoi interessi personali lei è diventato un ostacolo alla riscossa dell’Italia.
Per questo presidente Berlusconi lei si deve dimettere. L’Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. E’ ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. E’ ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore.

Puoi firmare a MARANO VICENTINO in Piazza Silva:

VENERDI’ 11 febbraio dalle ore 8,30 alle 12.30

DOMENICA 13 febbraio dalle ore 8.30 alle 12.30

Firma anche TU per cambiare l’Italia

Assemblea Nazionale Roma 4-5 febbraio 2011

Lunedì, Febbraio 7th, 2011

Oltre Berlusconi con i nostri valori: onestà, serietà, civismo, solidarietà

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I documenti proposti alle Commissioni P.A., Cultura, Sanità, Sicurezza, Politiche Sociali e Mezzogiorno

pubblica-amministrazione.pdf

cultura.pdf

sanita.pdf

sicurezza.pdf

politiche-sociali.pdf

mezzogiorno.pdf