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Approvato il primo P.I.: la posizione contraria della minoranza

Venerdì, Gennaio 13th, 2012

La nostra contrarietà è già stata ribadita in occasione del nostro abbandono dell’aula nella seduta del 28 dicembre scorso.

Da allora nulla è cambiato, anche se vi avevamo invitati a ripensarci, a scorporare quelle parti del PI improrogabili evitando di utilizzare il territorio prima di avere definito dei criteri condivisi.

Ciò non è avvenuto e pertanto il nostro giudizio rimane nettamente contrario.

Sono stati inseriti nel PAT 250.000 mq di terreno di possibile espansione; il PAT prevede una espansione nei prossimi 10 anni di 100.000mq; con il primo PI l’attuale amministrazione rende edificabile 69.000mq.

I cittadini che rappresentano i restanti 181.000mq di terreno potenzialmente fabbricabile si dovranno spartire i restanti 31.000mq di terreno disponibile in 10 anni: con quale criterio?

Con quello attuale in cui i primi che arrivano con la disponibilità economica, ottengono l’edificabilità?

Questa amministrazione ha dimostrato che dopo l’approvazione del PAT , il governo dell’utilizzo del territorio è risultato “senza regole”: i primi che sono arrivati, pagando la perequazione, si sono accaparrati la possibilità edificatoria.

E’ così che si governa un territorio? Senza regole, se non quella del più “forte”?

Se non si trovano dei criteri minimi per usufruire delle potenzialità edificatorie, come si può garantire l’equità a tutti i cittadini?

Agendo in questo modo si fa perdere ai cittadini la fiducia nella correttezza della politica.

Abbiamo sempre detto che la fretta è cattiva consigliera: in questo caso per la vicinanza della scadenza elettorale, si è corso mettendo tutto insieme, per chi sa quali esigenze, senza considerare che stiamo “consumando” senza criterio, quanto le generazioni passate ci hanno lasciato.

Proviamo a fare un giro solo nel centro del Paese e proviamo a guardare il degrado esistente: in via Capitello di Sotto c’è la zona “ex Panificio Luccarda” che sta crollando, in via IV Novembre guardiamo all’interno della ex Filanda Tonin, zona enorme in quasi degrado al punto tale che lungo la via ci sono dei cartelli che avvisano della possibile caduta di calcinacci; sempre in via IV Novembre fanno bella mostra almeno 5-6 case da sistemare; in via San Lorenzo, al “cul del saco”, dove non si contano le case disabitate, e da ristrutturare, oppure vero la scuola di San Lorenzo si passa davanti alla zona “Dalla Riva ” con il capannone col tetto crollato e le vecchie abitazioni disabitate. E questo solo in una zona limitata del nostro Paese.
Sicuramente con questo PI si poteva fare di più per incentivare e invogliare i privati a sistemare l’esistente: sicuramente puntando lo sviluppo sull’utilizzo delle aree verdi continueremo ad essere circondati da ruderi disabitati.

Concludiamo questa dichiarazione di voto come abbiamo già conclusa la dichiarazione del 28 dicembre:

Vi chiediamo, visto anche le prossime scadenze elettorali, di ripensarci: non compromettiamo l’azione delle amministrazioni per i prossimi 10 anni. Fermatevi subito. Fermatevi stasera. Riattiviamo seriamente la Commissione Urbanistica, nella presente amministrazione e nella prossima, e discutiamo le opzioni positive presenti nel PI per trovare assieme una strategia per il “bene comune” che non sia di destra, centro o sinistra, ma sia una strategia della Comunità Maranese. Vi chiediamo di ritirare il punto all’ordine del giorno, altrimenti il nostro voto non potrà che essere contrario.

Marano Vicentino 11/01/2012

Gruppo Consigliare di Alternativa Democratica

Antonio Centomo

Riflessioni di un impotente e solitario consigliere comunale di minoranza

Sabato, Gennaio 7th, 2012

In questi giorni, in attesa del consiglio comunale di mercoledì 11 gennaio, dove andremo ancora a discutere il Piano degli Interventi che la maggioranza non è riuscita ad approvare il 28 dicembre scorso, mi gira in testa quel senso di impotenza di fronte a quello che ritengo uno scempio e una iniquità che si sta svolgendo sotto gli occhi di tutta Marano ma che non sembra interessi a nessuno.

Siamo difronte all’utilizzo del 70% del terreno disponibile per nuove edificazioni previsto per i prossimi 10 anni.

Per chi amministrerà Marano nei prossimi 10 anni cosa rimane per governare lo sviluppo territoriale del Paese? Sole le briciole e le belle e buone intenzioni. Ma la sostanza è che dopo l’approvazione del PAT , il governo dell’utilizzo del territorio è risultato “senza regole”: i primi che sono arrivati, pagando la perequazione, si accaparrano la possibilità edificatoria.

La lecita risposta alle esigenze dei singoli proprietari di terreno che chiedono di poter rendere edificabile il loro terreno come è stata gestita?

Sono stati inseriti nel PAT 250.000 mq di terreno di possibile espansione; il PAT prevede una espansione nei prossimi 10 anni di 100.000mq; con il primo PI l’attuale amministrazione rende edificabile 69.000mq.

Ma gli altri cittadini che rappresentano i restanti 181.000mq di terreno potenzialmente fabbricabile si dovranno spartire i restanti 31.000mq di terreno disponibile in 10 anni: con quale criterio?

Con quello attuale in cui i primi che arrivano con la disponibilità economica, ottengono l’edificabilità?

E’ così che si governa un territorio? Per chi amministrerà basterà apportare la solita scusa “ ha fatto la passata amministrazione e noi non possiamo fare niente” salvandosi la faccia?

Ma intanto il territorio è devastato, il PAT è devastato, il controllo del territorio è devastato, la fiducia nell’equità della politica è devastata.

Come si fa a recuperare questo?

Perchè Marano non si indigna ora?

Perchè non si è affrontato il criterio con cui si utilizza il territorio disponibile?

Il senso di impotenza, di solitudine, di inutilità mi gira nella testa.

Cosa andrò a fare nel prossimo Consiglio Comunale: testimonianza, dichiarazioni di principio, tirarla lunga con gli interventi per irritare la maggioranza? Cosa serve, tanto basta che voti contrario e sono a posto… Ma intanto Marano peggiora, Marano arretra, Marano non rispetta il territorio, Marano brucia quanto le generazioni passate ci hanno lasciato.

Auspico che le future amministrazioni siano fatte da persone a cui sta a cuore “il bene comune” sia materiale che umano; che l’interesse di parte o singolo non sia motivo di prevaricazione rispetto al bene collettivo; che in ogni momento ci sia sempre la gratuità del servizio amministrativo; che gli amministratori non siano lasciti soli con il peso delle decisioni, ma che siano capaci di decidere insieme con i maranesi.
Antonio Centomo

La maggioranza che amministra Marano non ha i numeri per approvare il primo Piano d’Interventi

Giovedì, Dicembre 29th, 2011

Nella seduta del Consiglio Comunale del 28 dicembre, dove all’ordine del giorno c’era l’approvazione del primo Piano d’Interventi dopo l’approvazione del PAT, la maggioranza non ha i numeri per approvarlo per l’assenza di 3 consiglieri e il coinvolgimento personale di altri due nel piano. I consiglieri di minoranza, contrari a questo tipo di gestione del P.I. sono usciti dall’aula, e il Consiglio Comunale non ha avuto il numero legale per essere svolto.

La maggioranza ha “accusato” la minoranza di aver impedito l’approvazione del P.I.: ma è l’assenza dei consiglieri di maggioranza che ha impedito di fatto l’approvazione. Si voleva forse avere la “stampella” della minoranza per approvare un P.I.  devastante?

Un dato: SAU (superficie agricola trasformabile) disponibile nei 10 anni di validità del PAT, è 100.000mq; SAU utilizzate in questo primo P.I.: 69.000mq (69%); SAU disponibile per i prossimi 10 anni: 31.000mq (31%): e noi dobbiamo puntellare la maggioranza per approvare questo scempio?

Un altro dato: fino alla settimana prima di Natale il valore di SAU utilizzata dal P.I. era di circa 40.000mq (40%); una settimana dopo è diventata 69.000mq(69%): perchè?

Di seguito le motivazioni che abbiamo consegnato per motivare la contrarietà a questo P.I. e che hanno portato al nostro abbandono dell’aula.

Dopo il PAT il PI rappresenta il vero strumento gestito in modo “autonomo” dall’Amministrazione comunale. Dovrebbe essere la concretizzazione dei tanto voluti macro-obiettivi del PAT (recupero e riqualificazione dell’esistente, salvaguardia del patrimonio agricolo, ecc.). Ci troviamo, invece, di fronte ad un documento che si prefigge due nuovi obiettivi estranei al PAT:

  • rimpinguare le casse comunali;
  • soddisfare le esigenze edificatorie di pochi.

Con altre parole si tratta di un PI pre-elettorale: Si utilizza il territorio per racimolare consenso !

Questo PI è la conseguenza degli errori commessi in sede di riadozione del PAT, delle scelte non fatte che hanno aperto alle illusioni di alcuni cittadini che, legittimamente, colgono le occasioni quando si presentano.

Questo primo PI “consuma” già di circa il 70% della SAU disponibile, soprattutto per mere opere residenziali private. Nei prossimi anni le future amministrazioni si troveranno a gestire i residui 30.000 mq, impedendo di fatto qualsiasi tipo di macro-intervento di utilità pubblica (per esempio Rossifloor).

Lo strumento della Perequazione è utilizzato con l’unico scopo di “battere cassa” quando ben altre sono le possibilità di utilizzo (aree verdi, a servizio, valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, recupero edilizio, recupero di aree degradate, realizzazione di opere di pubblica utilità quali percorsi ciclo-pedonali, ecc.).

Manca a questa Amministrazione una visione strategica, mancano gli obbiettivi, mancano le idee. E allora la soluzione trovata è la seguente: accontentiamo chi ha il soldi e arriva prima. Non ci sembrano gli obbiettivi di una buona amministrazione.

Il PI deve essere intenso anche come un’occasione per andare oltre la semplice applicazione tecnica di una norma. Le trasformazioni urbanistiche, gli interventi territoriali, in generale sono un’occasione per rivisitare/rivedere gli elementi che attualmente comportano un degrado visivo e uno scadimento di immagine per la collettività di Marano.

Si pensi all’area Ciao Ciao ed alla Villa Fioretti: sono interventi che non meritano la sola applicazione della norma urbanistica, ma che devono convogliare la volontà di un’amministrazione di valorizzare l’esistente, ne vale l’immagine del paese. A cosa serve fondare la Confraternita del Mais Marano se poi non valorizziamo Villa Fioretti?

La maggior parte degli interventi di cambio d’uso e di edilizia residenziale privata, oggetto del presente PI, ricadono prevalentemente all’interno delle zone ad edificazione diffusa, le ex zone agricole E. Il famoso “polmone verde” a Sud di Cà Nogara Grande, tanto citato in questi anni, viene sempre più assediato dai nuovi insediamenti previsti. Sono proprio queste le zone più sensibili alla trasformazione territoriale, in quanto ricadenti in contesti rurali (si pensi alle sole richieste per l’ambito di Via Trieste e Via Molette), sia alla distanza rispetto ai servizi di pubblica utilità (Municipio, scuole, ambulatori, ecc.). La proposta di urbanizzazione di tali zone determinerà non solo lo scadimento ambientale del territorio, ma anche la necessità di aumentare le rete di servizi verso tali zone (trasporti scolastici, assistenza domiciliare, potenziamento della viabilità esistente, ecc.), incidendo significativamente sulle casse comunali. Sarà inoltre difficile per i residenti in queste zone raggiungere il centro del paese, con il risultato di aumentare il flusso del traffico e aumentare il rischio per le utenze deboli (per esempio Via Stazione sulle nuove zone in Via Molette).

Fra gli obbiettivi del PAT leggiamo al primo punto:

la limitazione del consumo di territorio agricolo di pregio contenendo l’espansione residenziale e

produttiva, privilegiando la rifunzionalizzazione degli ambiti interni al perimetro urbano”

Chiediamoci perché le numerose possibilità già oggi presenti nel perimetro urbano non vengono attivate (Villa Manea, Ex Panificio Luccarda, ex filanda Tonin, ecc.). Probabilmente perché è meno costoso costruire nelle aree verdi che ristrutturare l’esistente.

Ma se continuiamo a rendere possibile la trasformazione di aree verdi non assisteremo mai alla sistemazione di queste zone che in alcuni casi possono ben essere definite “degradate”.

Vale la pena ricordare che il punto c) degli obbiettivi del PAT è: “la riqualificazione delle aree degradate”.

Vi chiediamo allora, visto anche le prossime scadenze elettorali, di ripensarci: non compromettiamo l’azione delle amministrazioni per i prossimi 10 anni. Fermatevi subito. Fermatevi stasera. Riattiviamo seriamente la Commissione Urbanistica, nella presente amministrazione e nella prossima, e discutiamo le opzioni positive presenti nel PI per trovare assieme una strategia per il “bene comune” che non sia di destra, centro o sinistra, ma sia una strategia della Comunità Maranese. Vi chiediamo di ritirare il punto all’ordine del giorno, altrimenti il nostro voto non potrà che essere contrario.

Marano Vicentino 28/12/2011

Gruppo Consigliare di Alternativa Democratica

Antonio Centomo

Cantiere Marano 2012 - PAT

Sabato, Dicembre 12th, 2009

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Martedì 15 dicembre alle ore 20.30, presso la sede PD di via Fabio Filzi (sopra al bar), è fissato un incontro sul tema : P.A.T. - piano di assetto del territorio. Il relatore della serata è il dott. Michele De Marchi (membro della consulta PAT del comune di Marano).

L’iniziativa, aperta a tutti, è proposta da un gruppo di “giovani maranesi” che vogliono conoscere attraverso una serie di incontri formativi, i vari ambiti di gestione di un comune quali, urbanistica, bilancio, servizi sociali, ecc.