Il pane non si nega a nessuno, ma la dignità sì

Marzo 24th, 2010 by montecchio

(Dal “Corriere del Veneto”) - Montecchio Maggiore. Pranzo a pane acqua alla mensa scolastica per nove bambini i cui genitori non hanno pagato la retta al Comune. Se i nove piccoli alunni, due italiani e sette stranieri, hanno mangiato qualcosa di più è grazie ai loro compagni che hanno diviso il pasto con loro: pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta. E’ successo lunedì a Montecchio Maggiore dove il Comune ha deciso di sospendere la refezione scolastica a chi è in arretrato con i pagamenti.

Questa è la notizia nuda e cruda!

Ma la crudezza della realtà ( sospensione della refezione scolastica ai bambini )  diventa ancora più agghiacciante considerando anche la grave crisi economica in cui è immersa l’Italia.

Il Veneto, terra di antica solidarietà, proveniente da un’ antica cultura della condivisione si sta trasformando in un satrapo senza cuore.

E’ vero non tutti i veneti sono così…miserabili, ma stiamo facendo qualcosa per farlo capire ai…veneti che stiamo andando miseramente verso il baratro?

Quando il sistema economico viaggiava a gonfie vele, nessuno si stava accorgendo che sotto la lenzuola del benessere cominciava a montare l’ egocentrismo arrivista.

Gian Antonio Stella quando scriveva “Schei” non parlava di questo pericolo?

Allora non c’è da stupirsi adesso che un innocente bambino o bambina si ritrova sola a piangere un tozzo di pane mentre il ricco compagno butta la sua porzione di pasta perché in quel momento voleva i bucatini con il tonno.
Se è pur vero che alcuni genitori fanno i furbi, non pagando i servizi, le amministrazioni pubbliche hanno a disposizione gli strumenti per stanare gli abusi.

Non può essere, quindi, un bambino o bambina a pagare per l’ egoismo degli adulti: è questione di dignità e di rispetto verso l’innocenza ( almeno ) .
Ricordando il procuratore generale di Milano Borrelli quando nel 2002 scriveva questa frase:

“Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività ‘resistere, resistere, resistere’ come su una irrinunciabile linea del Piave”.

significa non perdersi d’ animo e riprendere con mano forte i nostri valori etici e culturali proponendoli alla popolazione come ideali civili ed irrinunciabili.

Stiamo perdendo la linea del Piave, non aspettiamo oltre!

Diego Retis

Aumenta la ricchezza del presidente del Consiglio mentre ancora l’Italia soffre la crisi economica

Marzo 15th, 2010 by montecchio

Silvio Berlusconi diventa più ricco

Escono i dati relativi ai redditi dei Parlamentari e Berlusconi, che si è vantato di essere il “presidente degli operai” ha aumentato la sua già ingente ricchezza di quasi 10.000.000 di euro arrivando buon primo nella classifica dei Paperon de Paperoni italiani con un reddito di 23 milioni 57mila e 981 euro di reddito imponibile.

Insomma se l’Italia arranca faticosamente e tenta di superare la crisi economica con mille difficoltà, Silvio gode il suo gruzzoletto, irritato solo quando qualcuno si permette di mettersi di traverso con qualche critica civile.

Intanto la crisi economica anche per il 2010 continua ad essere pesante per milioni di lavoratori e migliaia di aziende.

l potere d’acquisto  è diminuito  dell’1,6% in un anno, ovvero nel periodo tra ottobre 2008 e settembre 2009,  rispetto allo stesso lasso di tempo dell’anno precedente.

L’annus horribilis dell’economia italiana, come conferma l’Istat che attesta un -5% del Pil nel 2009 – il peggior dato dal 1971 – l’aumento della pressione fiscale del 43% e un alto tasso di disoccupazione ora pari al 8,6%. E il governo cosa ne pensa? Sarà colpa dei governi del centrosinistra o della panacea dell’ottimismo? Senza pessimissimo, l’Italia è in grave difficoltà e l’inefficienza del governo, abile a blindare il premier dai processi ma fallimentare nella politica economica e sociale, non sono buoni segnali.Nel crollo del Prodotto interno lordo, a farla da padrone è la netta flessione delle esportazioni (-19%) e degli investimenti (-12,1%); reggono i consumi privati calati “solo” dell’1,8%. I conti pubblici ha visto la più grande recessione dal dopo guerra a oggi e poco importa se il silenzioso Tremonti ora correrà a dirci che tutto va bene e che l’Italia si presenta in condizioni migliori rispetto ai vicini di casa europei. Il rapporto deficit-pil si è attestato al 5,3% contro il 2,7% del 2008.

Il rapporto debito pubblico- Pil si è attestato al 115,8% contro il 106,1% dello scorso anno, dato corretto rispetto alla precedente stima del 105,8%. E non basta quindi l’ottimismo a far quadrare i conti ma una svolta drastica che porti alla crescita economica che trascini con sé anche i conti pubblici. Politiche economiche che per l’esperto dell’Irs, Fedele De Novellis, aiutino “la crescita italiana verso il 2 per cento potenziale”.

Così in un periodo dove il governo preferisce insultare i giudici piuttosto che trovare rimedi alla crisi economica e occupazionale, l’Istat ci riporta alla cruda realtà. Meno 260mila occupati tra gli uomini e – 47mila tra le donne. L’unico saldo in positivo è relativo alle persone in cerca di lavoro: + 334 mila.

Durissima è stata la critica del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani alla staticità del governo Berlusconi. “La caduta del 5% del Pil nel 2009 certifica la più grave recessione dal 1945. Sommando il dato del 2008, noi arretriamo in misura doppia rispetto all’area OCSE e quasi doppia rispetto all’area euro. Anche nelle previsioni del 2010 andiamo peggio degli altri, mentre la crescita della disoccupazione è ancora parzialmente occultata da effetti statistici”.

“Con tutto questo – ha continuato il leader democratico – abbiamo un governo che, come un disco rotto, ripete che stiamo meglio di altri! In realtà è ormai evidente il rischio che abbiamo sempre denunciato, e cioè di un avvitamento tra aumento della disoccupazione, stagnazione economica, crescita della pressione fiscale per chi paga le tasse e crisi della finanza pubblica. Chi dovrebbe guidare la reazione del paese parla di altro e sta con le mani in mano. Davanti a un passaggio così difficile per il presente e per il futuro degli italiani, il governo Berlusconi con la sua ignavia propagandistica si sta assumendo una responsabilità storica di cui dovrà rispondere al Paese.

Diego Retis

serata con Cristina Ruffato 4 marzo

Febbraio 18th, 2010 by montecchio

  incontro con Cristina Ruffato      Il 28 e il 29 marzo la Regione Veneto assieme ad altre regioni deciderà chi sarà il nuovo Governatore.

Dopo 15 anni di Galan, di cose non fatte, di proclami, di assenteismi, dello statuto mai approvato, il Veneto prova a cambiare rotta con Giuseppe Bortolussi.

Nato a Gruaro, nel 1948, presidente dell’Associazione Artigiani e Piccola Impresa (CGIA) di Mestre, laureato in economia presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova.

Dal 1980 è direttore della CGIA di Mestre. Nel 1993 ha dato vita alla prima battaglia sindacale di respiro nazionale contro la minimum tax, una battaglia che ha portato alla sua abolizione nel 1994.

Da sempre si batte contro le misure fiscali (Irap, Dual Income Tax e studi di settore) più penalizzanti per le piccole e micro imprese, contro l’aumento della tassazione a livello locale.

Nel 1996 è stato Assessore al Commercio, Turismo e Sport del Comune di Venezia nella seconda Giunta del sindaco Massimo Cacciari ,mentre dal maggio 2005 è  Assessore alle Attività Produttive e il Commercio del Comune di Venezia.

Con il Pd si alleano l’Italia del Valori, i Radicali, la lista Liga Veneto Autonomo per tentare di scardinare in Veneto l’immobilismo creato dal centro-destra.

A sostenere l’impegno politico di Bortolussi ci sono moltissime persone che lavorano, e molti giovani che credono nel progetto democratico del PD.

Una di queste è Cristina Ruffato, 44 anni, medico di medicina generale presso l’Ulss 5.

Sposata con due figli, è da tempo attiva a Zanè, nel suo comune di residenza, per portare avanti con determinazione il progetto del PD.

L’anno scorso si è candidata come sindaco e attualmente è capogruppo in consiglio comunale

Il 4 marzo sarà l’occasione di conoscerla e di fare alcune riflessioni sul programma politico del Pd impegnato a cambiare il Veneto per restituirgli quel ruolo strategico ed economico, mai riconosciuto fino in fondo in tutti questi anni.

Diego Retis


giochi fatti per la candidatura del PD alle Regionali venete?

Gennaio 29th, 2010 by montecchio

Bortolussiprimarie si, primarie no

La scelta della direzione veneta del Pd è stata quella di rinunciare alle primarie votando Giuseppe Bortolussi come candidato del Partito Democratico alla Presidenza del Veneto.
Lo ha scelto con il voto la Direzione regionale. Su 70 presenti, 39 hanno votato per Bortolussi, 29 per Laura Puppato mentre 2 si sono astenuti.”Da oggi - ha commentato il segretario regionale Rosanna Filippin - c’è un’alternativa chiara e netta al progetto politico di Luca Zaia. Il nostro è un progetto politico che parlerà ai veneti con il linguaggio della concretezza e del coraggio.

riunione di circolo di Montecchio Precalcino

Gennaio 29th, 2010 by montecchio

Si apre il 2010, si aprono le nuove sfide del Pd

Per discutere dei temi che ci aspettano a partire dal rinnovo del Consiglio regionale veneto

il circolo di Montecchio Precalcino si riunisce

Lunedì 1 febbraio ore 20,45

 Oltre alle relazioni relative alla scelta del candidato che rappresenterà il PD per le prossime elezioni regionali si discuterà di tesseramento e di rinnovo delle cariche provinciali e locali del Pd.

 Diego Retis

coordinatore Pd Montecchio Precalcino

auguri per un sereno Natale 2009

Dicembre 23rd, 2009 by montecchio

buon Natale

Un anno è passato, arriva il Natale e tutti ci sentiamo più buoni.

Adesso come al solito è tempo di bilanci.

Il 2009 è stato un anno intenso per il Pd.

Le elezioni amministrative, un cambio al vertice con le dimissioni di Veltroni e l’arrivo di Franceschini come segretario Pro-tempore, le Primarie del 25 ottobre con l’elezione a segretario di Pierluigi Bersani hanno cambiato la pelle al nostro movimento.

Dopo due anni di vita si riparte con rinnovato impegno per l’alternativa democratica al governo del Paese.

Abbiamo attraversato momenti difficili, e la crisi economica iniziata nel 2008 con il crollo dei titoli Subprime legati alla speculazione immobiliare ha provocato un impoverimento globale.

Il governo di centro destra ci dice che abbiamo superato la crisi prima degli altri Stati europei.

Qualche dubbio sovviene: innanzitutto abbiamo un aumento del debito pubblico che sta abbattendo record negativi su record negativi.

La Grecia è sull’orlo del default, ma noi non siamo lontani.

Il 10 per cento degli italiani ha il 44 per cento della ricchezza complessiva.

Intanto nel terzo trimestre del 2009 si è registrato un aumento di 508 mila disoccupati rispetto allo stesso periodo del 2008. Un risultato che, secondo l’Istat, deriva da un’ulteriore caduta dell’occupazione autonoma, dei dipendenti a termine e dei collaboratori oltre ad una significativa flessione dei dipendenti a tempo indeterminato.

Una situazione difficile da recuperare in tempi brevi.

La stessa analisi di Bankitalia calcola che ci vorranno almeno tre anni per recuperare questo baratro nelle condizioni di una ripresa consolidata.

Gli operai protestano, scendono in piazza, i giovani precari rimangono in attesa di tempi migliori, l’industria soffre la mancanza di ordinativi e una tassazione aziendale rimasta alta.

Pierlugi Bersani chiede 10 miliardi per aiutare famiglie e imprese e condanna  l’operato di un governo che finora è stato totalmente incapace di dare risposte, ma “si è limitato a fare coriandoli” e a “sprecare 10 miliardi eliminando la tracciabilità dei pagamenti, togliendo l’Ici a tutti, anche a chi poteva tranquillamente permettersi di pagarla, finanziando gli straordinari e pasticciando con Alitalia che ci è venuta a costare fra 2 e 3 miliardi. 10 miliardi, neanche a farlo apposta, è il budget necessario per dar vita alle proposte che il PD ha dettagliatamente messo nero su bianco.

PROPOSTA RILANCIATA con forza durante l’ultima iniziativa di 1000 piazze organizzata in tutta Italia il 13 dicembre.

Ma la crisi economica non è l’unico segnale di involuzione del Paese.

Esiste da tempo anche un pensiero culturale legato a dis-valori che il Pd cerca di annullare.

Il circolo di Montecchio Precalcino ha organizzato, per promuovere la coscienza civile, due importanti serate culturali.

La prima dedicata alla Mafia e la sua presenza nel Nordest.

Relatori della conferenza il magistrato veneziano Francesco Saverio Pavone e la gionalista Monica Zornetta.

Il secondo dibattito invece ha commemorato il ventennale della caduta del muro di Berlino con una conferenza dedicata ai conflitti irrisolti.

I due relatori Amin Nabulsi, ingegnere palestinese residente da tempo in Italia e Gadi Luzzato, docente universitario, ebreo della comunità ebraica di Padova, si sono confrontati sul conflitto irrisolto tra palestinesi e israeliani sottolineando sia le divergenze, sia i punti di incontro che possono risolvere la tensione decennale tra le due comunità arabe e ebree.

Un dato in comune è emerso dal dibattito: le responsabilità sono tutte politiche e attualmente non c’è una dirigenza in grado di risolvere intelligentemente il problema del MURO che divide i due popoli.

Alla serata ha partecipato anche il coordinatore provinciale del Pd vicentino Federico Ginato.

Un segnale di pace è stato lanciato: sono il dialogo può smussare i conflitti e il Pd si augura che il prossimo anno sia l’anno del DIALOGO.

FELICE NATALE E BUON ANNO

Diego Retis

Coordinatore di Montecchio Precalcino 

Conflitti irrisolti, la questione israelo-palestinese: esiste una pace possibile?

Dicembre 7th, 2009 by montecchio

locandina-popoli-in-fuga.jpglocandina Popoli in Fuga 

Vent’anni fa il muro di Berlino cessava di esistere. 

In una notte del 1989  la barriera, costruita decenni prima dai sovietici, veniva abbattuta dalla spinta democratica dei cittadini tedeschi.

Nel giro di un anno, una utopia – la riunificazione delle due germanie - diventava realtà per la volontà politica dei governanti come Kolh e la lungimiranza di statisti come il capo dell’allora Unione Sovietica Mikail Gorbaciov, che preso atto di una sfida perduta contro l’altra superpotenza, gli Stati Uniti, ha preferito guardare alle libertà dei popoli che continuare a combattere contro di esse. Ma nel mondo i muri continuano a dividere.

L’elenco è lungo: dalla enclave spagnola in Marocco alla barriera tra gli Stati Uniti e il Messico, Dalle due Coree alle tensioni tutte europee di Cipro fino alla più dura e sanguinosa barriera mediorientale della Palestina. Un problema che ci riveste di responsabilità in quanto queste genti tentano la salvezza, pagandola anche a caro prezzo, spesso costretti a migrare in altri stati come l’Italia.

L’attuale legislatura italiana tende a criminalizzare l’altro solo come fonte di insicurezza sociale?

Può anche esistere questo problema, ma servono distinzioni e comprensioni.

Il circolo del Pd di Montecchio Precalcino, nello spirito che ci contraddistingue, cerca di capire attraverso l’incontro-dibattito “ Popoli in Fuga, i conflitti che dividono e ci dividono.

A Montecchio Precalcino giovedì 10 dicembre dalle 20,30 centro culturale Teatro Ex Acli di Preara si aprirà un dibattito con il tema la questione israelo-palestinese: è possibile la pace tra i due popoli?

Ospiti del confronto sono Amin Nabulsi, rappresentante dell’Unione Ingegneri Palestinesi in Italia e Gadi Luzzato, docente di Cà Foscari di Venezia e rappresentante della Comunità ebraica di Padova. 

I due relatori si confronteranno in un dibattito aperto per suggerire con il dialogo una alternativa di pace rispetto alle tensioni militari e sociali attuali.

In apertura del dibattito verrà proiettato un montaggio di video diversi comprendenti porzioni di un documentario del 1973, all’indomani della guerra dei Sei Giorni avvenuta nel 1969, proveniente dalle Teche Rai e due spezzoni riferiti alla situazione attuale nel 2009 in Palestina.

 Ad aprire i lavori sarà un intervento del coordinatore provinciale del Pd di Vicenza Federico Ginato 

Collaboratori dell’iniziativa culturale, organizzata dal circolo del Pd di Montecchio Precalcino, con il sostegno della segreteria provinciale, sono Michela Chimetto e Tiziano Bellin che hanno contribuito a rendere possibile questo dibattito.

In conclusione della serata ci sarà un rinfresco natalizio per gli auguri di un Buon Natale 2009

Diego Retis

PRIMARIE 2009:LA SFIDA DEMOCRATICA HA VINTO

Ottobre 26th, 2009 by montecchio

Alla vigilia nessuno poteva credere che il Partito Democratico potesse reagire alle mille polemiche della attuale vita politica italiana.

La competizione elettorale di questi mesi a molti è sembrata una lotta intestina di potere e la rivalità tra i tre candidati ( Bersani, Franceschini e Marino ) è stata interpretata, a torto, come una incapacità del partito di trovare una via politica comune.

Così non è stato: le presentazioni delle mozioni, le discussioni politiche, i dibattiti che ci sono stati in molti paesi e città si  sono sempre svolti con la partecipazione civile nel confronto aperto delle idee.

E i cittadini italiani hanno premiato quindi con l’alta affluenza alle urne la coerenza politica del PD: più di tre milioni di cittadini italiani hanno partecipato alle Primarie 2009 del 25 ottobre.

Ha vinto alla fine Pierluigi Bersani superando il 50 percento di consensi.

Anche nel nostro comune, Montecchio Precalcino, siete venuti a votare in tanti: ben 110

Un risultato, sì in linea con tutta Italia, ma che dimostra ancora una volta quanto sia importante aprire il partito a tutti.

Molti elettori ed elettrici sono venuti per la prima volta a votare per il Pd

Questo dimostra quanto ci sia la necessità per il Pd di parlare e confrontarci con il mondo giovanile, spesso utilizzato dalla propaganda elettorale per conquistare qualche voto e poi abbandonato a se stesso con i problemi attuali della insicurezza (questa sì reale ) del lavoro che non c’è o è ricattato; della impossibilità di crearsi un futuro, come anche, perchè no, una famiglia, in una società che sta invecchiando senza pensare alle prossime generazioni, futuro economico italiano.

Noi del Pd, noi del circolo, vogliamo riportare e amplificare la responsabilità di dare speranza e certezze ai giovani.

Ma non vogliamo per questo dimenticare gli anziani in quanto portatori di Saggezza e Cultura della memoria.

Vogliamo tornare a pensare un rapporto diverso tra giovani e anziani come dialogo intergenerazionale dove l’impeto e l’entusiasmo dei primi si confronta con l’esperienza saggia dei secondi in una collaborazione attiva e costruttiva.

Ecco, il 25 ottobre, ha insegnato tutto questo e tanto altro!

Ora torniamo a parlare di Politica, dei bisogni dei cittadini, e di proposte democratiche per far tornare l’Italia ai livelli sociali, culturali ed economici che le spetta.

Grazie a tutti

Diego Retis

Crimini in Corso d’Opera, dibattito sul tema della criminalità in Veneto

Ottobre 11th, 2009 by montecchio

Convegno ” A Casa Nostra “Esiste ancora la mafia in Veneto?

Questa è stata la domanda che si sono posti gli organizzatori della conferenza pubblica “A Casa Nostra” avvenuta nel teatrino Ex Acli di Montecchio Precalcino venerdì 9 ottobre scorso.

La risposta che hanno dato i relatori della serata, la giornalista Monica Zornetta, autrice del libro “ A Casa Nostra, cinquant’anni di mafia in Veneto, edito da Baldini Castoldi Dalai” e dal sostituto procuratore generale di Venezia Francesco Saverio Pavone, pur dimostrando al numeroso pubblico presente, con dati storici e attuali, una visione confortante sul controllo del fenomeno mafioso da parte della magistratura, rimangono comunque molti lati oscuri e pericolosi.

Innanzitutto le mafie hanno cambiato pelle:

non sono più evidenti come una volta.

Le organizzazioni criminali, operanti in Veneto si infiltrano nel territorio attraverso il riciclaggio del denaro “sporco”  ottenuto da traffici illeciti e ripulito nella terra veneta attraverso speculazioni immobiliari; con i traffici dello smaltimento di rifiuti speciali, spesso altamente tossici e con l’arrivo delle nuove organizzazioni mafiose, alcune volte di origine non italiana, si sta assistendo anche al traffico degli esseri umani, che vengono introdotti nel nostro Paese in modo clandes-tino per obbligarli a lavorare “in nero” per società compiacenti, sottomessi ai ricatti più crudeli come anche il rischio di perdere la vita.

Le Procure, come anche i tribunali italiani, e altrettanto quelli veneti, sono sempre attivi nel garantire la legalità, ma  spesso sono vessati dalle contraddizioni della politica che pretende più sicurezza, ma taglia i fondi alle magistrature.

Francesco Saverio Pavone magistratoL’Ex magistrato della Direzione Antimafia del Veneto, Francesco Saverio Pavone, profondo conoscitore delle realtà criminali in Veneto come responsabile di inchieste giudiziarie che vanno dai nomadi giostrai dediti ai sequestri di persona alla Mala del Brenta, è amareggiato dalla attuale situazione che versa il mondo della Giustizia in Italia dicendo: “come è possibile portare avanti un procedimento gudiziario, se mancano i fondi per pagare una dattilolografa”

E denuncia: ” mentre si aumentano le pene per i furti e gli incidenti stradali colposi, i responsabili delle morti sul lavoro, subiscono spesso solo condanne lievi”

E anche per i reati ambientali la Giustizia ha spesso le mani legate.

Le indagini sono rallentate dalla mancanza di risorse economiche per pagare consulenze tecniche specifiche e purtroppo, continua il dott. Pavone, si arriva al processo conclusivo quando ormai il reato giunge a prescrizione.

La criminalità non è solo quando spara e uccide; criminalità é anche quando i diritti civili e il rispetto per l’ambiente sono abusati dai poteri economici che sfruttano gli egoismi di gruppi senza scrupoli. Il danno non è magari immediato, ma saranno le future generazioni a pagare duramente queste in..Giustizie.

Alla serata ha partecipato anche l’attore Stefano Boccuzzi regista de ” Il Carro di Tespi 2004″ con la lettura drammaturgica di alcuni passi del libro

” A Casa Nostra”

Diego Retis

A Casa Nostra, il circolo di Montecchio Precalcino approfondisce il tema della criminalità organizzata in Veneto

Settembre 25th, 2009 by montecchio

Il Veneto, terra operosa dedita al lavoro, viene visto dai più come luogo intonso dalle infiltrazioni criminali organizzate.

Ebbene, non è così purtroppo e la storia che racconta Monica Zornetta nel suo libro ” A Casa nostra, cinquant’anni di criminalità in Veneto ” lo dimostra con grande precisione.

Da terra di confino per i criminali delle mafie più efferate del sud Italia, è diventata negli anni ‘80 terra di Maniero, della Mala del Brenta e di tutti i traffici illeciti che questa compagine criminale riusciva ad organizzare.

Le indagini della magistratura veneta è riuscita seppur con grande difficoltà a debellare la particolarità mafiosa veneta, ma a tutt’oggi la criminalità organizzata, diventata più astuta o, forse, facilitata dalle pieghe di una legislatura veneta non sempre attenta alle tutele ambientali ed economiche, sta tornando a fare lucrosi affari.

Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso spiega che “il denaro contante ha un potere contrattuale maggiore
nei grandi mercati e, in momenti di crisi, il rischio di un inserimento della criminalità organizzata nelle operazioni commerciali legali è elevatissimo, anche in Veneto: il territorio è tranquillo e ciò consente alle organizzazioni di proteggere e rigenerare i loro patrimoni. Per noi è difficilissimo riconoscerne la natura: le mafie si servono di prestanome, o teste di paglia, persone a noi sconosciute e assolutamente insospettabili”.

In una terra ricca e produttiva come  il Veneto , le mafie hanno grandi possibilità di investire i loro denaro sporco con il business del mercato immobiliare.

il Veneto spicca tra le regioni settentrionali per il fenomeno dell’abusivismo edilizio sulla costa: 1.664 case costruite nel 2002, il 19,2% in più rispetto al 2001.

Da non dimenticare anche il fenomeno delle escavazioni di sabbia nei fiumi Po, Adige e Brenta che nel 2006 ha portato all’arresto di undici persone. Per loro, i cosiddetti “sabbionanti”, le accuse sono di riciclaggio, furto aggravato, falso ideologico e materiale, truffa ai danni della Regione Veneto, corruzione, rivelazione di segreti di ufficio.

Il Veneto insomma non si è fatto mancare proprio nulla. Lo dicono le tante inchieste partite dalle Procure venete sullo smaltimento illecito di rifiuti, pratica che già nel 2006 era così diffusa da far conquistare alla regione il terzo posto nella classifica nazionale degli illeciti riscontrati, dopo la Campania e la Puglia. Lo scorso anno, è quanto rivela il rapporto sulle ecomafie redatto da Legambiente Veneto, la regione si è confermata comunque tra le “maglie nere”: sua è la seconda posizione nella classifica nazionale e, ancora, suo è il record delle discariche abusive che continuano ad avvelenare il territorio. “Su questo fronte dobbiamo potenziare le indagini: c’è da capire in che modo tante imprese della zona smaltiscono i rifiuti – afferma il superprocuratore nazionale antimafia -: se facciamo un calcolo tra quello che dovrebbero smaltire e ciò che in realtà smaltiscono vediamo che esiste una grande differenza e che ilmercato illecito e più vivo e vegeto che mai”.

Le presenze mafiose in Veneto vengono pure dimostrate con il sequestro di 2 lotti della Valdastico Sud (l’autostrada che attraversa da nord a sud la provincia di Vicenza), chiesto dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta sulle attività illecite e infiltrazioni mafiose in seno alla Italcementi Spa e nella controllata Calcestruzzi Spa.
Di recente sono stati posti i sigilli all’area ex C&C di Pernumia di Padova, perchè forniva rifiuti tossici a cantieri,
compreso quello della Tav, nonchè ad alcuni lotti della nuova strada del Santo per la cui realizzazione erano
stati utilizzati rifiuti tossici provenienti da industrie del Nord Italia.

Allora non si può rimanere indifferenti di fronte a questi continui attacchi criminali.

Per discutere questi temi sulle mafie, e le criminalità organizzate il circolo del Pd di Montecchio Precalcino organizza per sabato 9 ottobre  alle ore 21.00 nel teatrino Ex Acli di Preara, un dibattito a cui parteciperanno la giornalista di NarcoMafie Monica Zornetta, il Sostituto procuratore generale Francesco Saverio Pavone.

La serata prevede anche l’intervento di Stefano Boccuzzi, attore regista della compagnia teatrale “Il Carro di Tespi 2004″ di Roncade Treviso con la lettura di brani tratti dal libro ” A Casa Nostra, cinquant’anni di criminalità in Veneto ” e la visione di un Dvd che racconta attraverso immagini e foto di repertorio una storia criminale iniziata nel secondo dopoguerra, ma mai estinta in Veneto.

Diego Retis