Il pane non si nega a nessuno, ma la dignità sì
Marzo 24th, 2010 by montecchio(Dal “Corriere del Veneto”) - Montecchio Maggiore. Pranzo a pane acqua alla mensa scolastica per nove bambini i cui genitori non hanno pagato la retta al Comune. Se i nove piccoli alunni, due italiani e sette stranieri, hanno mangiato qualcosa di più è grazie ai loro compagni che hanno diviso il pasto con loro: pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta. E’ successo lunedì a Montecchio Maggiore dove il Comune ha deciso di sospendere la refezione scolastica a chi è in arretrato con i pagamenti.
Questa è la notizia nuda e cruda!
Ma la crudezza della realtà ( sospensione della refezione scolastica ai bambini ) diventa ancora più agghiacciante considerando anche la grave crisi economica in cui è immersa l’Italia.
Il Veneto, terra di antica solidarietà, proveniente da un’ antica cultura della condivisione si sta trasformando in un satrapo senza cuore.
E’ vero non tutti i veneti sono così…miserabili, ma stiamo facendo qualcosa per farlo capire ai…veneti che stiamo andando miseramente verso il baratro?
Quando il sistema economico viaggiava a gonfie vele, nessuno si stava accorgendo che sotto la lenzuola del benessere cominciava a montare l’ egocentrismo arrivista.
Gian Antonio Stella quando scriveva “Schei” non parlava di questo pericolo?
Allora non c’è da stupirsi adesso che un innocente bambino o bambina si ritrova sola a piangere un tozzo di pane mentre il ricco compagno butta la sua porzione di pasta perché in quel momento voleva i bucatini con il tonno.
Se è pur vero che alcuni genitori fanno i furbi, non pagando i servizi, le amministrazioni pubbliche hanno a disposizione gli strumenti per stanare gli abusi.
Non può essere, quindi, un bambino o bambina a pagare per l’ egoismo degli adulti: è questione di dignità e di rispetto verso l’innocenza ( almeno ) .
Ricordando il procuratore generale di Milano Borrelli quando nel 2002 scriveva questa frase:
“Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività ‘resistere, resistere, resistere’ come su una irrinunciabile linea del Piave”.
significa non perdersi d’ animo e riprendere con mano forte i nostri valori etici e culturali proponendoli alla popolazione come ideali civili ed irrinunciabili.
Stiamo perdendo la linea del Piave, non aspettiamo oltre!
Diego Retis


