Anno Nuovo, solito Brunetta

Gennaio 3rd, 2010 by villaverla

costituzione2.gif“Stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla”. Intervistato da Libero il 2 gennaio 2009 il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha cominciato l’anno con un’intervista che conferma la sobrietà del suo stile e la profondità delle sue affermazioni, mostrando di aver compreso a fondo il messaggio del Capo dello Stato di fine anno che invitava tutti a collaborare per riformare la seconda parte della Costituzione. Sostiene Brunetta che la parte valoriale della Costituzione ignora “temi e concetti fondamentali, come quelli del mercato, della concorrenza e del merito, è figlia del clima del dopoguerra. Adesso siamo in un’altra Italia. Fermi restando i principi fondamentali, nei quali tutti ci riconosciamo, bisogna avere allora il coraggio di parlare anche della prima parte della Costituzione. E ritengo debbano essere rivisti pure gli articoli della Carta sui sindacati, i partiti, l’Europa”.

Il coordinatore della segreteria del Partito Democratico, Maurizio Migliavacca, letta l’intervista dirama una nota che si potrebbe sintetizzare in due parole: “Che confusione”. Spiega: “Ogni giorno ne sentiamo una diversa. Oggi è il ministro Brunetta a chiedere di modificare perfino la prima parte della Costituzione; altri esponenti della destra non riconoscono la bozza Violante come base di discussione per le riforme istituzionali. Sinceramente non abbiamo ben capito quali siano, tra le miriadi di dichiarazioni che leggiamo giornalmente, le proposte reali e coerenti che vengono dal centrodestra. E’ ora di uscire dagli equivoci e dalle ambiguità. Tocca alla maggioranza fare una proposta se si vuole che alle buone parole sulle riforme seguano realmente i fatti. Fermo restando la contrarietà alle leggi ad personam“. Anche il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, prova a chiedere lumi alla maggioranza: “L’uscita del ministro, l’ennesima da parte della maggioranza che dice cose diverse e spesso opposte, conferma la necessità di un chiarimento condiviso sugli obiettivi e le finalità che ci si propongono’’. E ribatte: ’La modifica della prima parte della Costituzione non e’ all’ordine del giorno. Non siamo disponibili. Anzi, le modifiche nella seconda parte - Prosegue Chiti - devono essere assolutamente coerenti con i principi guida della Costituzione. E questa e’ la ragione per cui non si può essere oggi d’accordo con l’elezione di un’Assemblea costituente. Se la linea della destra e’ quella di Brunetta il discorso sulle riforme diventa non possibile intesa ma sicuro scontro”.

Per un Buon Anno 2010

Dicembre 27th, 2009 by villaverla

lettera-babbo-natale-pd.jpgIl Circolo comunale del Partito Democratico di Villaverla augura a tutti i migliori auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo 2010. Quello che si chiude è stato un anno particolare che ha visto il Pd attraversare un periodo particolarmente difficile, dalle dimissioni di Walter Veltroni nel febbraio 2009 alla gestione affidata a Dario Franceschini, dai risultati poco confortanti delle elezioni europee alla campagna per le primarie conclusa il 25 ottobre con la vittoria di Pier Luigi Bersani. I temi che sono stati trattati sono passati dalla sicurezza (ronde, reato di clandestinità, ecc…) allo scudo fiscale e la privatizzazione dell’acqua passando per il testamento biologico e l’azione in Abruzzo dopo il terremoto. Quello che si apre adesso è un anno nel quale molti già vedono segnali di ripresa dopo ormai un biennio di crisi economica. Il Pd dovrà affrontare il problema delle riforme e il tema delle alleanze, in vista delle elezioni regionali del 27 e 28 marzo 2010, che toccheranno anche il nostro Veneto. Al centro di una discussione durata mesi, è stato “assegnato” alla Lega Nord e al ministro Luca Zaia, ma ci si dimentica che sono i veneti che devono votare e siamo quindi stati immersi in uno scambio tra poltrone. Roma (e Milano) hanno deciso di candidare un leghista: alla faccia del federalismo e dell’autonomia! Noi del Pd ci impegneremo per un 2010 che possa mettere il Veneto al centro dello sviluppo del Nord Italia, locomotiva per l’intero paese pronto ad affrontare le sfide del domani. Buon Anno!!

Contro di tagli del governo

Dicembre 10th, 2009 by villaverla

sindaci2931_img.jpgUniti nella proposta avanzata da Sergio Chiamparino, un’assemblea di sindaci dell’Anci ha manifestato davanti a Montecitorio contro la Finanziaria del governo Berlusconi. I primi cittadini hanno rivendicato il diritto delle amministrazioni locali di modificare il Patto di Stabilità, l’abolizione delle sanzioni per chi fa sforato - così come avviene in altri paesi dell’Unione europea –, la restituzione integrale dell’Ici e uno storno del 20 per cento dell’Irpef. Senza alcuna distinzione di posizioni politiche, sono in molti i sindaci dell’Anci che si lamentano che la Finanziaria, così come è stata presentata ora dal governo, non va bene. Una delegazione è stata ricevuta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Oltre ai fondi tagliati nel rispetto del Patto di Stabilità, i sindaci hanno reclamato la necessità di emendare il provvedimento che prevede una riduzione del 20% di consiglieri comunali, di un quarto degli assessori e l’abolizione delle circoscrizioni: la richiesta è quella di stralciare dal testo gli articoli in questione, e che la materia venga discussa all’interno della Carta delle autonomie, oppure che sia rinviata la discussione al 2011. Una riduzione numerica che non si giustifica perché essendo l’emendamento di natura ordinamentale, è in larga parte incostituzionale. In altri termini, non è pensabile che si paghino le spese della sanità regionale, tagliando i fondi ai comuni e diminuendo il numero dei consiglieri. Curiosa poi l’idea che la riduzione tocchi solo i Consigli comunali e non quelli provinciali e regionali.

“I Comuni non sono spreconi”. Così il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Sergio Chiamparino ha difeso il ruolo degli enti locali. “Molto meglio ridurre il numero dei parlamentari e di abolire tutti i direttori generali dei ministeri che gestiscono budget inferiori ai 3 miliardi, visto che secondo il governo un comune come Roma, che ha un bilancio di queste dimensioni, non ha bisogno del direttore generale”. Tra i sindaci, in piazza anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. “Non solo questi non sanno come far quadrare i bilanci, ma il governo vuole anche farli passare come quelli che fanno gli sprechi” ha dichiarato il leader del Pd da piazza Montecitorio. “Questa gente qui non sa come tenere aperte le scuole- ha continuato Bersani criticando l’azione del governo – non hanno più i soldi per i servizi essenziali, per sgomberare la neve. Vogliamo discuterne o facciamo finta di niente? La verità è che questa è una manovra populistica e demagogica”. “Se il governo mette la fiducia – ha concluso Bersani - si prende una responsabilità gravissima. E gli italiani devono saperlo. Noi non siamo degli arruffapopolo siamo gente di governo e non vogliamo fare ostruzionismo. Abbiamo quattro o cinque proposte che vogliamo discutere: ne abbiamo diritto. Se non ce lo consentono allora è giusto che l’opinione pubblica lo sappia e noi glielo faremo sapere”.

Le riforme per il Pd

Dicembre 6th, 2009 by villaverla

senato_d0.jpgPassa al Senato la mozione Pd sulle riforme istituzionali. Evitando di intrecciare la riforma della seconda parte della Costituzione e gli interessi e le difficoltà di Berlusconi, sottolineate da Pier Luigi Bersani che ha parlato di “una confusione micidiale nella destra - per poi ribadire - Non spacchiamo il capello e non inventiamoci questioni di lana caprina. Noi mettiamo al primo posto il lavoro, siamo disponibili a riforme di sistema per modernizzare il Paese e contrari a leggi ad personam: in queste tre cose ci sta dentro tutto il Pd. Le riforme servono anche a fermare rischi populistici”. Il Senato ha votato per eliminare il bicameralismo perfetto, introdurre il Senato federale e tagliare il numero dei parlamentari. Punti contenuti anche nella mozione Pdl-Lega: 128 i sì a quella delle opposizioni e 144 per Pdl e Lega, l’Idv ha votato solo la sua. Non c’è stata una mozione unitaria per il rifiuto della destra di riforma della legge elettorale e di rafforzamento del ruolo del Parlamento. Ma la questione della riforma della legge elettorale per noi è uno dei principi essenziali della democrazia: quello di riannodare il filo della rappresentanza politica, di tornare a parlare di una responsabilità degli eletti nei confronti dei loro elettori e non nei confronti del segretario del partito che li ha voluti nella lista bloccata.

Niente da fare anche sulla giustizia ed è stata Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato,a ribadirlo: “Non c’è nessuno scambio, noi siamo contrari al processo breve. E allora mettiamoci alla prova, opposizione e maggioranza. Ritengo, nonostante il fatto che non si sia arrivati ad una mozione unica, rispetto alla quale c’era la nostra disponibilità, pur nella differenza delle posizioni, che basterebbe a riscattare il senso e il valore dell’incontro di oggi quel primo capoverso che è identico ed è riportato sia nella mozione del Pd e Udc che della mozione del Pdl e della Lega: l’impegno, cioè, a che le riforme costituzionali, in questo Paese, si facciano, da questo momento in poi, a larga maggioranza. Non è l’ovvietà. In questo tempo della politica, e invece è giusto che così sia”. E ha fatto riferimento agli ammonimenti del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano , contro il rischio di una reciproca delegittimazione politica, il rischio di un collasso istituzionale.

La controfinanziaria del Pd

Dicembre 4th, 2009 by villaverla

vauro-finanziaria_pic.gifDa una parte una maggioranza confusa che afferma, si pente, ritratta. Poco più in là un governo allo sbando, con ministri troppo occupati a litigare fra loro e un premier sempre affaccendato nel risolvere i suoi problemi giudiziari. A completare il quadro, un relatore, quello per la legge Finanziaria 2010, che sfiorando il picco della schizofrenia, propone di ritirare tutti gli emendamenti e, praticamente, di azzerare tutto il lavoro svolto fin qui. A distanza siderale da questo ignobile teatrino, il Paese vero: quello che lotta ogni giorno contro la disoccupazione, quello che fa i salti mortali per arrivare alla fine del mese, quello che sa che la crisi economica non si risolve con un po’ di psicoterapia. Nella Finanziaria “light” di Tremonti per questa Italia non c’è spazio. È per questo che il Partito Democratico ha preparato una serie di proposte alternative da discutere e inserire nel provvedimento. In una conferenza stampa con il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, il Vicepresidente, Michele Ventura, i componenti della presidenza del Gruppo, Francesco Boccia e Sesa Amici, i capigruppo delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, Pierpaolo Baretta e Alberto Fluvi emerge come Tremonti ha messo in campo un progetto timido e insufficiente. Per noi democratici gli interventi da fare dovrebbero impegnare almeno l’equivalente di un punto di PIL e toccare tutte le principali emergenze.Contro la crisi: cassa integrazione più lunga e assegno di disoccupazione. Di fronte a imprese che chiudono e lavoratori che scendono nelle piazze ad urlare la propria disperazione, si rende improrogabile un intervento dello stato. Il PD decide di agire su due fronti. Da una parte propone l’assegno di disoccupazione a tutti i lavoratori precari iscritti alla gestione separata Inps (co.co.co. e partite Iva) portandolo al 40% dell’ultimo reddito disponibile, per i redditi fino a 18mila euro. Dall’altra, si prevede l’estensione della durata temporale della cassa integrazione guadagni da 52 a 104 settimane.

Un pacchetto per sostenere le imprese. Misure ad hoc riguardano anche l’impresa. I democratici propongo no un pacchetto a sostegno delle imprese volto a convertire circa 1,7 miliardi di attuali contributi a fondo perduto a beneficio di misure più efficaci quali il fondo di garanzia per il credito alle Pmi, i crediti d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno e per ricerca.

Emergenza redditi, detrazioni fiscali per dipendenti e pensionati. Il Pd propone di attribuire una detrazione fiscale forfettaria e straordinaria per l’anno 2010 sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni che non superino 55mila euro, da corrispondere in un’unica soluzione nella mensilità di aprile 2010. La proposta prevede anche di aumentare la detrazione fiscale per i figli a vantaggio sia dei lavoratori dipendenti che di quelli autonomi.

A sostegno dei comuni e dell’agricoltura. Per quanto riguarda gli Enti locali i democratici sottolineano la necessità di riconoscere l’ammontare intero del rimborso conseguente al minor gettito dell’Ici. In pochi, infatti, immaginano che l’abolizione di questa tassa, tanto sponsorizzata dal governo, ha avuto effetti devastanti sui bilanci comunali, costretti ad arrangiarsi per sbarcare il lunario.

Con i lavoratori dell’Ispra. Un emendamento ad hoc riguarda il caso dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) saliti sul tetto del loro ente e decisi a rimanerci almeno fino a Natale, per protestare contro i licenziamenti dei 500 precari. Il Pd propone una dotazione di alcuni milioni di euro da destinare ad Ispra con priorità alla stabilizzazione dei lavoratori precari.

Patto di stabilità, il PD accanto ai sindaci. “Il Pd condivide le ragioni dei sindaci in rivolta e da molto tempo, in Senato, chiede di calendarizzare la mozione presentata nel luglio scorso in cui si invita il governo a disporre una deroga ai vincoli del Patto di stabilità per i Comuni e le Province e a creare una ‘corsia preferenziale’ per l’utilizzo dei fondi residui passivi per la spesa in conto capitale, già disponibili dagli Enti, da impegnare nella manutenzione di luoghi pubblici quali scuole, reti idriche, edilizia residenziale pubblica”. Questo è quello che si legge nella mozione presentata dal senatore Pd Raffaele Ranucci e sottoscritta da altri 74 senatori Pd. “In questo momento - spiega Ranucci – la drammatica crisi finanziaria sta serrando l’economia del nostro Paese con un forte impatto negativo sull’economia reale, sull’occupazione, sulle famiglie, sulle imprese. Molti Comuni e numerose province hanno a disposizione risorse economiche libere ed utilizzabili per finanziare opere già progettate o già cantierate, ma ferme a causa dei vincoli del Patto di stabilità che non consentono ai Comuni e alle Province di poter legittimamente utilizzare le risorse proprie per effettuare gli investimenti necessari economico/infrastrutturali sul territorio. Le ultime manovre governative hanno sottoposto i Comuni e le province a tagli, vincoli e restrizioni senza le adeguate compensazioni, minando completamente l’autonomia finanziaria, dimostrando disinteresse per le già disagiate comunità locali”.

Viareggio, la tragedia sbeffeggiata dal governo. Nella Finanziaria non saranno stanziati fondi per ricostruire la zona di Viareggio devastata dall’esplosione di un treno che il 30 giugno scorso ha causato 13 morti. “Paradossale la scelta di dichiarare localistico e quindi inammissibile l’emendamento alla Legge Finanziaria che si fa carico della ricostruzione dell’area di Viareggio distrutta dall’incidente ferroviario”. Lo ha dichiarato Raffaella Mariani, capogruppo Pd in commissione Ambiente. “Avevamo chiesto - prosegue - a nome di tutto il gruppo Pd la somma di 30 milioni di euro da destinare alla ricostruzione dell’area e alle famiglie vittime del disastro ferroviario a titolo di risarcimento provvisorio dei danni. Liquidare il completamento del finanziamento per Viareggio come vicenda localistica offende l’intelligenza e nega l’impatto che un disastro di quella portata ha avuto sull’ intera comunita’ nazionale. Facciamo appello perche’ durante l’esame in commissione Bilancio si ponga rimedio ad un errore che fa vergognare l’intero Parlamento”.

Zone Franche, un altro bluff. Il Pd critica la proposta del governo sulle Zone Franche Urbane. ”Niente esenzioni da imposte sui redditi e Irap – dice il deputato Ludovico Vico -, niente automatismi, ma solo un contributo, rapportato all’Ici e all’ammontare dei contributi previdenziali sulle retribuzioni, erogato dai Comuni nei limiti delle risorse gia’ stanziate dal Cipe. Apprendiamo che l’emendamento in questione e’ stato dichiarato inammissibile in quanto privo di effetti finanziari e dunque non rientrante nel contenuto tipico di una legge Finanziaria. Insomma da ripresentare al prossimo ‘milleproroghe’. Eppure lo scorso 28 ottobre il ministro Scajola aveva organizzato una grande cerimonia con i 22 Sindaci dove sono state localizzate le Zone Franche Urbane per la sottoscrizione dei contratti, annunciandone l’avvio per il prossimo primo gennaio, con una disponibilità di 100 milioni di euro”.

Altro che Finanziaria Light! Nel corso della conferenza stampa il capogruppo alla Camera Dario Franceschini, insieme a Pierpaolo Beretta, capogruppo Pd in commissione, Francesco Boccia e Michele Ventura, vice capogruppo hanno spiegato in lungo e in largo perche i democratici si oppongono alla finanziaria targata Tremonti. “ In primo luogo –spiega Ventura – perché la sua parola chiave è “incertezza”. Su tutto, a partire dalla copertura dei vari provvedimenti. Stanno mentendo sui progetti finanziati dallo scudo fiscale. Solo il patto sulla salute potrà essere coperto e anche lì le perplessità sono tante. In secondo ruolo la parte più consistente dei finanziamenti arriva dal TFR. Praticamente il governo preleva soldi che non potrebbe toccare, che appartengono ai lavoratori, creando un precedente pericoloso. Il resto è demagogia e spot. Non ci sono fondi per la sicurezza e non vengono tagliati i costi della politica. Duro il giudizio sulla norma adottata dalla FInanziaria che da’ la possibilita’ alle regioni, per coprire il deficit della sanita’, di utilizzare i Fondi Fas, destinati originariamente allo sviluppo.”Questi fondi - ha detto Ventura – sono diventati una barzelletta; abbiamo in sequenza il ministro Scajola che non porta al Cipe lo sblocco dei Fondi Fas per i Piani regionali, e ora in Finanziaria c’e’ l’utilizzo di queste risorse per coprire la spesa corrente della sanità”.

“Questi soldi – ha aggiunto Francesco Boccia - serviranno nelle regioni meridionali a coprire i costi per le auto blu, per le spese improprie della sanita’ e dei dirigenti delle Asl, e non piu’ per lo sviluppo”. A tal proposito Boccia ha pure annunciato un emendamento del Pd al Patto per la salute contenute nella Finanziaria che introduce ”la separazione netta tra controllati e controllori”, con norme riguardanti i revisori dei conti nelle Asl e le nomine dei Direttori generali.

Colpo di scena: tutto da rifare…forse. La conferenza Pd è stata testimone di un colpo di scena. Franceschini ha comunicato in tempo reale la proposta del relatore di ritirare gli emendamenti e riformulare gli articoli 1 e 2. In pratica uno sfacelo! Sarebbe come azzerare tutto e ripartire dall’inizio, per metter su in fretta e furia una legge che, indipendentemente da tutto, deve essere approvata prima della fine dell’anno. si apre così la strada ai maxi emendamenti e alla fiducia, tanto cari al governo. Il capogruppo Pd però chiarisce la posizione dei democratici: “Noi siamo pronti ad lavorare perche’ si eviti un maxiemendamento su cui mettere la fiducia. Noi non vogliamo rassegnarci a questa modalita’ che dura dall’inizio legislatura per cui si fa un po’ lavorare il Parlamento e poi, di colpo, arriva un maxiemendamento che viene approvato con un voto di fiducia. Noi siamo pronti a stare qua giorno e notte a lavorare. Sia chiaro che se si arriva al maxiemendamento e alla fiducia non sara’ per l’ostruzionismo dell’opposizione, ma perche’ e’ l’unico modo per tenere insieme la maggioranza. Se cosi’ dovesse essere, allora lavoreremo perche’ sia rispettato fino alla virgola il principio enunciato dal presidente della Camera per cui ci dovranno essere solo emendamenti votati in commissione”.

Crisi, la finanziaria del Pd

Ottobre 31st, 2009 by villaverla

stor_11432384_56560.jpgSostegno al lavoro, ai redditi e alle imprese. E poi misure per l’emergenza idrogeologica e sismica, per gli enti locali e il Mezzogiorno. Sono queste le priorità che il Pd intende portare avanti con determinazione e risolutezza. Il primo passo è stato fatto oggi con la presentazione degli emendamenti alla legge finanziaria, ora in esame a Palazzo Madama, presentati dal gruppo del Pd del Senato. Una vera e propria contro-finanziaria con priorità ed obiettivi che non sono quelli indicati dal governo. “Per noi - spiega Anna Finocchiaro, presidente dei senatori democratici - la questione centrale, la nostra battaglia, è tenere al centro degli interventi il lavoro, il reddito delle famiglie e lo sviluppo delle imprese. Questo è il cuore della nostra proposta economica per superare la crisi”.

Nel merito, la capogruppo del Pd di Palazzo Madama, indica “sei questioni essenziali” all’interno delle quali prendono corpo le diverse proposte del Pd. Si parte con il sostegno al lavoro che prevede tra le misure da affrontare, il riconoscimento su base universalistica dei trattamenti di disoccupazione e l’estensione (anche nella durata) dei trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria.

Il secondo punto riguarda il ‘Sostegno ai redditi’. In particolare quelli medio bassi, con una serie di detrazioni per le famiglie, le madri lavoratrici e per chi ha stipulato un mutuo. Si va dall’innalzamento delle soglie di detrazione per carichi di famiglia, a interventi in favore delle lavoratrici madri alla previsione della quattordicesima mensilità per i pensionati.

Importante anche l’intervento a favore delle imprese che prevede l’istituzione di un fondo interbancario finalizzato a facilitare l’accesso al credito delle imprese e al consolidamento dei debiti, il potenziamento dei Confidi e deduzione dalla base imponibile Irap del costo del lavoro, per il personale dipendente e assimilato, per le imprese individuali e società di persone; previsti anche la proroga degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici e il sostegno al settore agricolo.

Il quarto punto riguarda ‘Le misure per l’emergenza idrogeologica e sismica’ dove, oltre agli interventi nelle zone di crisi come l’Abruzzo e Messina, è previsto un Piano di verifiche per la riduzione del rischio sismico su tutto il territorio italiano, con il riconoscimento di una detrazione del 55 per cento delle spese sostenute per l’adeguamento delle strutture, ed una mappatura delle aree a più elevate rischio idrogeologico (con previsione anche di eventuali abbattimenti di edifici a rischio).

Negli emendamenti dei democratici si parla anche di ‘enti locali’ con la proposta di rivedere il Patto di stabilità, con l’esclusione dai vincoli del Patto delle spese in conto capitale per opere e interventi nei settori dell’edilizia scolastica, della messa in sicurezza del territorio e per opere pubbliche cofinanziate dallo Stato.

Sesto, ultimo ma non per importanza, c’è il Mezzogiorno. Quella grande risorsa dell’Italia che la capogruppo Finocchiaro definisce “Il grande assente” dalla manovra del governo “che di chiacchiere in questi mesi ne ha fatte tante”. Chiacchiere che il Pd preferisce sostituire con i fatti, ossia con la riassegnazione di quanto stanziato per il Ponte sullo Stretto per il completamento dei due principali corridoi ferroviari e per opere infrastrutturali, di adeguamento sismico e di risanamento idrogeologico; Il Pd propone anche il rifinanziamento del Credito d’imposta per l’occupazione nelle aree sottoutilizzate, lo sviluppo dei Confidi nel Mezzogiorno e l’adozione di ricercatori universitari da parte delle imprese del Mezzogiorno. “Abbiamo lavorato - ha detto il relatore di minoranza della Finanziaria Vidmer Mercatali - abbiamo indicato anche la copertura per i nostri emendamenti, siamo pronti a discutere anche delle priorità se non si può far fronte a tutto”.

Se davvero il Governo vuole abbassare la pressione fiscale che sta crescendo fino a raggiungere i livelli del 1997 - spiega il senatore democratico Enrico Morando lo vedremo su come si comporterà su alcuni emendamenti che abbiamo presentato riferiti in particolare all’aliquota fissa del 20% sugli affitti percepiti e alla detrazione parziale per chi lo paga, alla detassazione dei salari di secondo livello, all’eliminazione dalla base imponibile del costo del lavoro per le imprese che sono società di persone”. Se, di fronte a queste proposte la risposta del Governo sarà negativa allora, conclude Morando “capiremo che la riduzione delle tasse era solo un burla, solo chiacchiere”.

Buon Lavoro Segretario!

Ottobre 28th, 2009 by villaverla

2158069199_6b347a38c11.jpgDomenica 25 ottobre 2009, primarie del Partito Democratico, elezione del nuovo segretario nazionale e regionale e delle rispettive assemblee. Tre milioni di persone in fila davanti ai diecimila seggi, sparsi lungo tutta la penisola, per esprimere un “esercizio democratico” che in molti altri partiti in Italia non c’è. Il Pd è il partito della Costituzione repubblicana. A Villaverla si sono recati 261 persone, dato questo che migliora le aspetttative del Circolo visto il risultato precedente del 2007, quando nacque il Pd. Il risultato del Circolo è de facto quello nazionale: l’elezione di Pier Luigi Bersani a nuovo segretario nazionale del Partito Democratico, con il 53,3% dei voti. Onore delle armi al segretario uscente Dario Franceschini, che ha lavorato per il Pd nei mesi più difficili dopo l’addio di Walter Veltroni, 34,4 %, e al senatore Ignazio Roberto Marino, con il 15%.

Sarà partito senza padroni, non di un uomo solo, ma un collettivo di protagonisti, il Pd è un partito senza padrone. Farò il leader a modo mio, il Pd non sarà di un uomo solo. Un grande partito popolare è un collettivo di protagonisti e questa sarà la chiave del mio lavoro”. “Preferisco che il Pd si definisca un partito dell’alternativa piuttosto che dell’opposizione, perché l’alternativa comprende anche l’opposizione ma non sempre è vero il contrario, e stare in un angolo a urlare non porta a nulla”. La prima uscita pubblica il segretario l’ha fatta a Prato, negli stabilimenti del tessile, tra gli artigiani e gli operai: “Sicuramente non mi accontento di simboli. Forza concreta, senza gli eccessi di una certa simbologia. Questa è la mia pedagogia politica. Se stai accanto a questa gente trasmetti energia, ricevi energia. Non esiste un partito senza truppe, noi dobbiamo recuperarle tutte. Se ti stacchi da loro finisci disorientato tu e finiscono disorientati loro”.

“Il primo gesto da segretario – ha dichiarato - sarà quello di occuparmi del lavoro e della precarietà, poiché credo che abbiamo bisogno di riportare la politica ai fondamentali e i media a parlare delle condizioni reali delle persone”. “Ho sempre detto che in quel movimento c’era il sapore di una grande riscossa civica, non era solo un’operazione politica. Questo è un punto che intendo riprendere perchè abbiamo bisogno di metter dentro alla forza che abbiamo fatto vedere ieri, una spinta che viene dall’idea che questo Paese può vivere intorno alle regole, ai meriti, ai diritti, ai doveri, alla sobrietà della politica. L’Ulivo mi pare rappresentasse questo: quindi è un tema da riprendere”.

Verso il Congresso 2009

Settembre 19th, 2009 by villaverla

bobo-pd.jpgCi stiamo avvicinando al primo Congresso del Partito Democratico. L’appuntamento coinvolge 820.607 iscritti che vengono nel mese di settembre chiamati ad esprimersi rispetto alle tre mozioni presentate. Alla fine di luglio ne furono presentate tre, con la relativa candidatura alla segreteria: quella relativa alla riconferma dell’attuale segretario Dario Franceschini, quella dell’ex-ministro del governo Prodi Pierluigi Bersani e quella del professor Ignazio Marino. La segretaria che coordina il congresso e delle primarie 2009 ha impostato quindi per prima cosa le assemblee di circolo, poi la Convenzione Nazionale (domenica 11 ottobre 2009) e successivamente le Primarie 2009 (domenica 25 ottobre 2009). A Villaverla l’assemblea degli iscritti è fissata per MARTEDI’ 22 SETTEMBRE, ore 20.30 nella sede del Pd sopra il circolo COV, via Molini 5.

Quando la sicurezza diventa uno spot

Agosto 26th, 2009 by villaverla

20070518_sicurezza_biani_468x409.jpg

Decreto-sicurezza, pacchetto sicurezza, reato d’immigrazione clandestina e aggravante di clandestinità per difendere la sicurezza. Il governo l’ha usata e abusata, ne ha fatto il cavallo di battaglia della campagna elettorale prima, e il ricatto quotidiano per mantenere il consenso poi. Il dibattito. Alla seconda edizione della  Festra Democratica a Genova il tema più inflazionato da mass-media e maggioranza diventa riflessione politica e sociale con interventi importanti come quello di Roberta Pinotti, responsabile Difesa del Partito Democratico, e quello di Flavio Zanonato, sindaco di Padova. Tra gli altri anche Don Antonio Mazzi, sacerdote noto per il suo impegno nel recupero dei tossicodipendenti.

Se penso a tutti i soldi levati alle forze dell’ordine e magari utilizzati per le ronde o per altri provvedimenti di questo tipo mi chiedo a cosa pensi il governo. Parlano di sicurezza e poi tagliano i viveri a polizia e carabinieri? Ma mi sembra ovvio, la coperta è corta e da qualche parte si dovrà pur togliere, la maggioranza è arrivata al paradosso”. E tutto questo per cosa poi? L’esponente Pd ricorda episodi ridicoli nella loro drammaticità, come quello in cui il protagonista è un venditore ambulante di cocco. Per neutralizzare la minaccia di questo pericoloso “delinquente comune”, sprovvisto di permesso di soggiorno, è stato disposto un ingente spiegamento di forze dell’ordine, un vero e proprio blitz finalizzato alla cattura del famigerato ambulante da spiaggia. “Tutto questo ovviamente – spiega la Pinotti – sotto l’occhio vigile delle telecamere, appositamente avvertite in precedenza”. In buona sostanza un “reality-spot”.

Evitare episodi del genere, e la conseguente intolleranza diffusa, non vuol dire ignorare le perplessità e preoccupazioni dei cittadini, significa semplicemente “non prendere scorciatoie”. Semmai la soluzione potrà arrivare da un patto per la sicurezza delle città, “dando ai sindaci il potere di mediare in determinate situazioni di tensione sociali e di applicare soluzioni adatte ai singoli casi”. Il sindaco Flavio Zanonato evidenzia come oggi il compito del Pd sia “non quello di etichettare come razzista chi ha paura, ma quello di convincere quella persona che il nostro modo di contrastare il problema attraverso l’integrazione è l’unica soluzione possibile” Anche Don Mazzi attacca la politica del governo sull’immigrazione e condanna il sempre più diffuso binomio clandestinità=delinquenza. “Perché ci si dimentica così spesso di situazioni gravissime, come quelle determinate dalla presenza di associazioni mafiose camorriste e ndranghetiste sul territorio? Perché non si pensa alle migliaia di casi di violenza, soprattutto domestica, che vedono come protagonisti cittadini italiani?”.

Un martire della democrazia

Agosto 16th, 2009 by villaverla

matteo2.jpgOggi uccidete me, ma l’idea che è in me, non la ucciderete mai.

Il 16 agosto 1924 veniva trovato il corpo senza vita di Giacomo Matteotti, segretario del Partito Socialista Unitario. Matteotti, prendendo la parola alla Camera dei Deputati il 30 maggio 1924, aveva contestato i brogli e l’irregolarità delle elezioni politiche dello stesso anno. Quel giorno il leader dei socialisti riformisti denunciò una lunga serie di violenze ed abusi commessi dai fascisti per riuscire a vincere le elezioni. Il 10 giugno 1924 Matteotti fu rapito a Roma e assassinato da un gruppo di fascisti. Il sacrificio di Giacomo Matteotti è l’estremo esempio di un amore indissolubile nei confronti della democrazia e della libertà.